Egregio Direttore
con questa lettera aperta mi trovo, purtroppo, costretto a dover precisare quanto affermato nell’articolo Penne: adesso i conti tornano, come mai? apparso nella vostra edizione on-line lo scorso 18.07.2020. Nel pieno rispetto che ho, sia a livello personale che in qualità di soggetto partitico, della libertà di stampa e della piena autonomia redazionale nella scelta della linea editoriale da seguire, queste non possono in alcun modo sfociare nell’illazione. Infatti, nel richiamato articolo viene descritta la Vestina Gas quale braccio politico-finanziario dell’azione del Partito Democratico-Circolo di Penne senza che tale insinuazione trovi riscontro alcuno nella realtà dei fatti e con il solo fine di danneggiare l’immagine del PD pennese e della Vestina Gas, cercando di costruire artatamente tra i due soggetti chissà quali rapporti oscuri, del tutto inesistenti. Il giornalismo d’inchiesta è ben altra cosa rispetto al giornalismo di supposizione ed è mia intenzione tutelare per ogni via la dignità ed il buon nome del circolo politico che ho l’onore di rappresentare e la cui trasparenza ed indipendenza viene da voi messa in dubbio, tra l’altro senza neanche fornire prova alcuna di quanto affermato. Con soddisfazione leggo tra le righe del sopracitato articolo che finalmente ci si accorge dei tagli statali che ha subito il bilancio del Comune di Penne, (testuale “dai quattro miliardi di vecchie lire trasferite da Roma, si è passati a neppure un milione di euro attuali”).

Sarà d’accordo con me nell’evidenziare che mai durante la passata consiliatura questo problema è stato evidenziato ai lettori e a coloro i quali, contestando le scelte economiche, chiedevano il Commissariamento dell’Ente. Sono qui a farLe notare che alcuni di essi oggi siedono nei posti di comando asserendo le stesse cose.
Per quanto concerne la vendita delle quote del 12% di Vestina Gas da parte della Giunta D’Alfonso, fu una scelta politica necessaria al pagamento della famiglia Cutilli a titolo di risarcimento per gli espropri in località Carmine. Ci si privò di una parte delle quote di Vestina Gas (12%), pur mantenendo insieme agli altri Comuni la maggioranza delle quote, in attesa di incamerare molti più soldi dalla cessione della partecipazione in S.I.G. S.p.A. e nel contempo continuare, come stava facendo l’Assessore del PD con delega al Bilancio Valeria Di Luca, nell’opera di risanamento (tanto è vero che anche l’attuale assessore comunale al bilancio ha più volte e pubblicamente riconosciuto l’ottimo operato di chi l’ha preceduto).

Appare singolare il fatto che, dopo aver riempito copiose pagine del suo giornale con la vicenda processuale legata all’inchiesta sulle partecipate, abbia successivamente dedicato solo quattro righe alla assoluzione. Inoltre ribadiamo il fatto che l’assoluzione sia avvenuta perché IL FATTO NON SUSSISTE e non, come si asserisce, per insussistenza delle accuse (cosa ben diversa), che tra l’altro tenta di mettere in cattiva luce il lavoro investigativo da parte della Guardia di Finanza, Carabinieri e Vigili Urbani locali. Infatti, come PD-Circolo di Penne, come detto, nutriamo profondo rispetto non solo verso il ruolo fondamentale della stampa, così come recita anche la Costituzione italiana, ma anche per le istituzioni della Giustizia, così come dovrebbe essere per tutti. Tuttavia, dal suo articolo traspare un tentativo di minarne la credibilità attraverso la citazione di situazioni altre e che nulla hanno a che fare con la gara sui parcheggi S.I.G.. Infatti, respingiamo fermamente quanto riportato nel suo articolo, ovvero che “la giustizia, si sa ancora meglio in questi giorni
grazie ai casi Palamara e Berlusconi, in Italia è anche questa cosa qui”.

Appare palese come questa critica verso gli organi della Giustizia abbia il solo fine di provare a screditarne l’operato e la credibilità pur di valorizzare la propria tesi editoriale, e ci rammarica evidenziare come i pareri di funzionari inviati dal Ministero vengano da Lei considerati più attendibili addirittura di una sentenza emessa da un Giudice. Pur di non ammettere che la vendita di tutte le quote della Vestina gas sia stata una scelta dell’attuale maggioranza, legittima ma al contempo criticabile, legata solo al risanamento del bilancio, ribadisce ancora una volta che questa sia stata imposta dalla Legge e che il parere dei funzionari fosse solo un semplice parere privo, come si è visto, di effetto sia sanzionatorio che amministrativo.

Noi crediamo che sia giunta l’ora di voltare pagina e che il suo giornale possa svolgere un ruolo ancor più importante nell’ambito della giusta e corretta informazione politica e sociale nel territorio Vestino.
Da lettori e cittadini pennesi, dato che ha mostrato interesse per l’azione politica di questa maggioranza ci permettiamo di suggerirLe alcuni punti sui quali potrebbe risultare utile ed opportuno far luce, anche perché immaginiamo che ai cittadini interessi molto più come ci si voglia muovere rispetto al presente ed al futuro di Penne piuttosto che rimuginare su questioni passate (e dimostratesi insussistenti):
a) Da quasi due anni è stata data concessione per l’apertura di una quarta farmacia in Via Guido Rossa, che fine ha fatto tale concessione e quali azione sono state intraprese per favorirne l’apertura?
b) Cosa impedisce di togliere le macchine da Piazza Luca da Penne, cosa che avviene in tutte le piazze storiche del nostro Paese?
c) Perché non vi è traccia di politiche giovanili?
d) Perché la pressione tributaria, nonostante gli annunci, non è diminuita?
e) Come è stata gestita la fase emergenza COVID a Penne?
f) Come si è supportato il P.O. S. Massimo e quali sono gli atti che l’Amministrazione ha inoltrato alla Regione?
g) Quali politiche attive per la tutela e l’incremento dei posti di lavoro sono state intraprese?
h) Quanti tamponi sono stati fatti e quali dati hanno permesso di uscire dalla Zona Rossa?
i) Come si intende rilanciare la politica turistica ed il polo museale?
j) L’Amministrazione attuale come si sta preoccupando della riapertura delle scuole a settembre?
k) La fase progettuale della nuova scuola in Via Caselli perchè viene proposta ai cittadini come l’inizio dei lavori della stessa? Entro quando verrà realizzata?
l) Le famose antenne di Santa Croce, priorità di questa Amministrazione, sono state tolte?
m) Quanti e quali Progetti Europei sono stati elaborati e vinti da questa amministrazione a favore del Territorio, dell’Ambiente, dell’Energie Alternative, della Cultura?
Le porgo i miei saluti e l’augurio di un proficuo lavoro che sottende il bene di un’intera comunità, oggi più che mai indebolita dalla crisi economica e pandemica. Per quanto ci riguarda, noi continueremo a batterci e a lottare per il bene di questo Territorio.

Andrea Vecchiotti – Segretario Circolo PD PENNE

 

SOLO DUE O TRE COSE DA RICORDARE SU GAS E STRISCE BLU

Appare doveroso replicare almeno in parte al segretario del Pd cittadino che è troppo giovane per ricordare le vicende che hanno caratterizzato il vissuto amministrativo di Penne e che qualche suggeritore fazioso non gli ha ben spiegato. Vi è da ribadire che il Comune ha avuto una lunga ispezione ministeriale nel 2015 la cui relazione finale, spedita alla corte dei conti, arrivò negli uffici dell’ente locale un anno dopo, intorno cioè alla vigilia del voto amministrativo: una relazione che contiene diverse censure e che non venne mai portata all’attenzione del consiglio comunale uscente, nel 2016. Lacerba ne prese visione e ne scrisse a suo tempo.

Quel consiglio comunale, a guida partito democratico, che esprimeva anche il sindaco D’Alfonso, sosteneva una giunta in cui sedeva Margherita D’Agostino, moglie di Paride Peretti, factotum del pianeta gas con cariche sociali nelle società affidatarie in outsourcing di tutte le attività di gestione tecnico-amministrativa fin dalla nascita di Vestina Gas e SIG (2002). Fu proprio la D’Agostino nel 2015, dopo anni di polemiche ed insinuazioni, a dichiarare in consiglio che prima di candidarsi, e poi di accettare la nomina ad assessore, si era consultata con un pool di legali che l’aveva rassicurata. Nulla di pericoloso penalmente, ma che ci fosse comunque una discussione sull’opportunità politica dunque era chiaro a tutti, anche a lei. Quella consiliatura, in cui si registrò l’appalto per l’affidamento definitivo dei parcheggi pubblici, fu caratterizzata perciò da un intreccio di relazioni nel contesto politico che controllava le società partecipate, Vestina Gas e SIG. D’altra parte le sponsorizzazioni, originate dagli utili di Vestina Gas, di cui si vantava in consiglio comunale il sindaco di allora, da anni consentivano al Pd di fare politica sul territorio.

Da qui la questione del braccio politico-finanziario. Ma la Vestina Gas, diventata società mista per l’arrivo di un socio privato, quella Levigas oggi azionista di maggioranza, evidenziò nel 2016 un buco di quasi un milione di euro a causa della inesigibilità dei crediti commerciali nel periodo 2010-2016. Un annacquamento del patrimonio aziendale di quello che era considerato un gioiellino di famiglia. Ciò comportò una perdita e una conseguente ricapitalizzazione che per gli enti pubblici interessati diede vita a un improprio esborso finanziario (“Vestina Gas non è annoverabile fra le società che perseguono finalità istituzionali dell’ente, non essendo l’attività di vendita del gas naturale ai clienti finali qualificabile come servizio pubblico”, scrivevano le ispettrici), che sarebbe stato di 500 mila euro se fosse andata in porto la richiesta di Levigas, poi bocciata. Il discorso sui parcheggi, appalto vinto dall’associazione temporanea d’imprese SIG-CtiyService srl, fece storcere il naso alle due ispettrici del ministero dell’economia.

In via diretta alla SIG era stato affidato dal 2005 il servizio di gestione del parcheggio “fino alla definizione delle procedure di affidamento definitivo” avvenuto solo nel 2014. “Tale comportamento dell’amministrazione contrasta con le costanti indicazioni della giurisprudenza e dell’autorità anticorruzione che ha individuato alcune ristrettissime ipotesi nelle quali la proroga può ritenersi ammessa”. E poi:“Si evidenzia la non chiara formulazione del capitolato d’oneri per la concessione del servizio di gestione dei parcheggi laddove prevede che siano esonerati dal pagamento del parcheggio i veicoli muniti di cosiddetto bollino verde.

La mancanza di chiarezza ha determinato difficoltà di gestione e reclami dell’utenza alle quali il responsabile dell’area tecnica (l’ingegner Piero Antonacci, storico dirigente del Pd fino a pochi anni fa n.d.c) ha specificato nel gennaio 2014 che solo i mezzi elettrici fossero interessati all’esclusione dal pagamento. Al riguardo, si ritiene che sia il consiglio comunale l’organo competente a precisare il riferimento ai mezzi ad alimentazione ecologica contenuto nella delibera consiliare di approvazione del piano della sosta”, chiosavano le ispettrici. Ed in effetti a tutt’oggi anche l’amministrazione Semproni ha evitato di intervenire con un passaggio in assemblea civica sul tema.

B.Lup.

Pin It on Pinterest

Share This