Alla Fondazione dei Musei Civici di Loreto Aprutino manca una missione che riesca a farle trovare un rilievo nel panorama dei beni culturali nazionali ed internazionali. A questo si aggiunge una perdita di bilancio 2025 di 58 mila euro che prevede un peggioramento rispetto al passivo di oltre 8 mila euro dell’anno precedente. La fondazione, a differenza delle società di capitali, ha come scopo la gestione di un patrimonio vincolato ad una finalità, rendendo il persistente bilancio negativo, un segnale di incapacità a perseguire tale scopo.
ASSENZA DI STRATEGIA
Non va bene neanche sul versante dell’affluenza di visitatori effettivi, cioè quelli, per intenderci, che arrivano e pagano un biglietto di ingresso. Considerato che, per i residenti in paese, l’ingresso è gratuito. Molti utenti, anche via social, segnalano che, spesso, i musei sono chiusi o gli orari poco consoni. Un’apertura invernale alle 16.30, quando freddo e buio si anticipano, denota non intercettare quel turismo prossimo che decide di fare una passeggiata nei borghi come Loreto Aprutino. Basterebbe confrontarsi con altri poli museali per capire che forse è giunto il tempo di adottare una strategia. E la strategia deve essere delineata dal Consiglio, che è appunto, di Gestione e di Indirizzo. Tanto vero, che è lo stesso Presidente D’Amico a rispondere ai commenti sui social, per giunta, anche usando un colloquiale “tu”. Sic!
GLI OBIETTIVI STATUTARI
L’elenco degli obiettivi statutari è riportato chiaramente nel sito della Fondazione:
- La gestione delle attività museali nel territorio del Comune di Loreto Aprutino;
- Lo studio, la ricerca, la documentazione, l’acquisizione di materiali e l’incentivazione di attività collegate con i beni oggetto delle attività museali;
- La tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale e ambientale della provincia di Pescara;
- La salvaguardia delle tradizioni popolari, lo sviluppo turistico e la valorizzazione dei prodotti tipici e dell’artigianato locale;
- La valorizzazione di personaggi che si sono distinti nelle vicende storiche e culturali della provincia di Pescara e, in particolare, di Loreto Aprutino.
Ma esattamente, chi controlla che gli obiettivi vengano raggiunti e, soprattutto, quali sono i criteri che uniscono l’efficienza economica all’efficacia sociale?
LE ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE
La gestione della Fondazione vanta un Consiglio di Gestione con 7 membri più il Presidente e 3 dipendenti. Il problema è: esattamente cosa fa la Fondazione per aver un bilancio in passivo? Uno dei consiglieri ci ha ribadito che il passivo si giustifica proprio con le tante attività fatte e noi queste attività siamo andate a vederle. Nell’anno 2025, oltre la gestione ordinaria dei 4 musei, non risultano azioni che possano incidere su di una implementazione del numero di visitatori, alla collaborazioni con enti o ad un piano marketing e di comunicazione.
IL LIBRO DI ONEY TAPIA E LA DANZA DI FABIENNE HAUSTANT
Il 2026 si apre con un evento di tutto onore: un memorial dedicato a Stefano Pitocco arbitro di calcio, amatissimo da tutta Loreto Aprutino. L’evento vede la partecipazione di ONEY TAPIA e FABIENNE HAUSTANT rappresentanti di quei valori di Fair Play che il Sindaco Mariotti ha voluto connotassero anche il logo del Comune. Tutto coerente e in perfetta sintonia con l’etica che ha contraddistinto Pitocco nella sua veste di arbitro di calcio. La nostra non comprensione nasce quando, rispetto alla prima locandina, veniamo a scoprire che l’evento non è più organizzato dal Comune ma dalla Fondazione dei Musei Civici. Ed ecco, infatti, che appare la seconda locandina stavolta con il logo dell’ente museale. A monte, una delibera della Giunta comunale datata 30 gennaio 2026 che riconosce, alla Fondazione, un contributo di 4000 euro per l’organizzazione logistica dell’evento di cui il Comune e la Regione Abruzzo diventano così solo promotori. Le fatture emesse per il compenso agli ospiti, per il loro trasporto, per il vitto e l’alloggio, per l’acquisto di 19 copie del libro di TAPIA, hanno tutte l’intestazione della Fondazione. Ma perché un polo museale che ha, da Statuto, determinati obiettivi statutari dovrebbe prendersi in carico un evento prettamente sportivo, fuori dai suoi scopi istituzionali e quasi come una longa manus del Comune? E perché il Comune si serve strumentalmente di una Fondazione quando c’è un Assessorato allo Sport ben più competente in materia?
IL RUOLO DEI CONSIGLIERI
Da quel che ci risulta l’evento non è stato né discusso e né approvato dai componenti del Consiglio di Gestione della Fondazione che, ricordiamo, in base all’art. 13 dello Statuto “potrà assumere deliberazioni di qualunque tipo purché connesse, finalizzate e funzionalmente collegate al perseguimento degli scopi della Fondazione”. E ricordiamo anche, affinché l’informazione sia completa, che ogni consigliere, una volta nominato, ha il dovere di agire con autonomia, imparzialità e obiettività, mettendo al primo posto gli interessi della fondazione, non quelli del soggetto designante. Anche se ne è rappresentante.
IL RUOLO DELLA REGIONE
La Fondazione risulta iscritta nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche ciò significa che la Regione esercita un potere di vigilanza generale come da art. 25 del Codice Civile.
In sostanza, la Regione: controlla che lo scopo della fondazione rimanga possibile, verifica che il patrimonio sia gestito in modo da garantire la vita dell’ente, interviene in caso di gravi irregolarità nella gestione.
















