Penne e Loreto Aprutino, due segnalazioni per sottolineare la mancanza di attenzione per i più deboli

Due richieste che ci arrivano nello stesso giorno e che ci chiedono di intervenire su questioni apparentemente diverse ma su di una problematica comune: quanto sia difficile per i disabili vivere in paesi dove non si facilita la loro assistenza e dove, all’alba dell’anno 2021, ancora si mettono a posto i marciapiedi senza verificare se sarà agevole percorrerli per una sedia a rotelle.   Cominciamo da Penne. Il posto auto non c’è più dalla sera alla mattina e così una figlia non sa come fare per l’assistenza necessaria ai suoi due genitori disabili. Accade a Colle Castello, in pieno centro storico, dove la signora Aurora Sacripante si è vista precludere l’accesso a un posto auto, da sempre utilizzato, sulla strada comunale dopo che i vigili urbani l’hanno delimitato con dei paletti.

Alla richiesta di un posto contrassegnato per disabili la signora si è sentita rispondere che non è possibile per carenza di spazio. “Non so come fare, sono davvero disperata. La carenza di spazio è però dovuta anche alla presenza ormai da febbraio di un’auto che ha una gomma a terra e che si trova lì ferma, davanti a dove ho sempre posteggiato. Chiedo al sindaco di guardare con sensibilità di medico ed attenzione sociale al mio caso. Se dovesse servire, andrò dai carabinieri in maniera formale”, si sfoga Sacripante. “Io lavoro ed ho necessità di accudire i miei anziani e molto malati genitori che abitano a pochi metri dal mio immobile”. Nunzio Campitelli, avvocato, assessore, ha promesso di intervenire.

                   

Passiamo a Loreto Aprutino. Si è appena concluso il rifacimento del primo tratto di marciapiede che dalla piazza porta ai Cappuccini. La domanda è se sia agevole per un disabile in sedia a rotelle imboccare lo stesso per il pavimento altamente sconnesso e la percorribilità all’altezza della pianta dove c’è un restringimento causato dalla griglia che circonda l’albero stesso. La normativa di riferimento, DM n. 236/1989 e DPR n. 503/1996, stabilisce per i percorsi pedonali una larghezza minima di 1,50 metri con tratti nei luoghi di maggior traffico aventi almeno una larghezza di 1,80 metri. Se ci sono dei passaggi obbligati o per restrizioni a causa di lavori in corso, la larghezza non potrà essere inferiore a 90 centimetri.

Tralasciamo le considerazioni sul bordo di marmo che fuoriesca dal muretto di contenimento che però rappresenta di fatto una barriera in questo caso aggiunta. Quello dell’abbattimento delle barriere architettoniche a Loreto è problema annoso. Chi non ricorda il consiglio comunale del 2 febbraio 2016 a cui parteciparono anche diverse associazioni tra le quali Carrozzine determinate di Pescara e l’Unione Italiana Ciechi di Pescara? In quella occasione si arrivò al grande traguardo dell’approvazione del P.E.B.A, Piano Eliminazione Barriere Architettoniche, strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini e facendo riferimento alla Legge n. 41 del 1986 ed integrati dall’ art.24 c.9 della Legge 104 del 1992. In quell’occasione fu votata anche la proposta di Vincenzo Di Fermo, vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici di destinare il 5% dei proventi della Bucalossi agli gli interventi relativi al P.E.B.A. Nessuna traccia di questo 5%, è stato possibile rinvenire nei bilanci successivamente approvati.

Il rifacimento del marciapiede, dicono dall’amministrazione comunale, è un intervento finanziato in parte dal contributo concesso dal MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, (70.000€) e in parte con risorse comunali (25.000€). L’Amministrazione Comunale ha ritenuto prioritaria la realizzazione dell’intero intervento nella sua completezza per consentire la piena fruibilità del marciapiede a persone diversamente abili, passeggini e in generale tutti Il tratto iniziale del marciapiede è veramente accessibile? Devono ultimare i lavori, ci dicono, ci auguriamo che sia così e che effettivamente la fruibilità coincida anche all’autonomia per i disabili. E come per Penne, confidiamo nell’intervento dell’assessore Mascioli sempre sensibile alle problematiche sociali e che ricordiamo ha seguito egregiamente la pratica di installazione dei giochi per bambini non abili presso il parco del Monumento. Perché se poi gli stessi hanno difficoltà ad arrivarci a quei giochi, l’impegno porterebbe solo a metà del risultato lasciando di nuovo le famiglie sole.

       

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