Si è svolta questa mattina, presso la Sala del Palazzo della Regione di Pescara, la conferenza stampa indetta dal Consorzio Di Bonifica Centro presieduto da ENISIO TOCCO, Presidente dal 2023, affiancato al tavolo dal vicepresidente Renato Ciarcelluti e il componente del Comitato Amministrativo Pino Candeloro, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti con direttore Marino Pilati, Cia con il direttore Alfonso Ottaviano, Confagricoltura con il direttore Camillo Colangelo, Copagri con il presidente Leo Spina e Liberi Agricoltori con il presidente Lino Galante. Presenti all’incontro i consiglieri regionali Antonio Blasioli, Leonardo D’Addazio e Antonio Di Marco.
LA SENTENZA
Al centro della riunione la Sentenza del TAR n. 3 del 2026 emessa a seguito del ricorso presentato da un gruppo di imprenditori agricoli che, negli anni, ha presentato una serie di ricorsi avverso le delibere del consorzio e i criteri di ripartizione indicati nel piano di classifica e nel regolamento per l’irrigazione. Secondo il direttore Stefano Tenaglia la sentenza del TAR conferma che il Consorzio ha agito correttamente perché sino ad oggi erano stati ripartiti i profitti delle attività extra agricole (trattamento rifiuti) in misura uguale, in ragione del 50% ciascuno, tra i soli due centri di spesa idrico e ambientale; ora in ottemperanza alla decisione del TAR, i profitti andranno distribuiti tra tutti e cinque i centri di spesa e dunque in minore quantità al comparto agricolo con conseguenti possibili aumenti del carico contributivo. Inoltre, la sentenza precisa che i maggiori costi non sono stati riversati sulla contribuenza idrica, né utilizzati per sanare le passività delle precedenti gestioni.
Di parere opposto il gruppo di imprenditori agricoli, Comitato Bonifica Sostenibile, per i quali la sentenza rappresenta una grande vittoria morale e materiale propria degli agricoltori: semplicemente questi avevano pienamente ragione, perché tutte le delibere che hanno determinato la contribuenza consortile dal 2021 al 2025 sono state dichiarate nulle, e nulle significa che tutti i soldi pagati in questi cinque anni dagli agricoltori devono essere restituiti e non ci può essere una sola cartella esattoriale fondata su quelle delibere né ora né mai. Sempre secondo il Comitato, plausibile sarà richiedere i rimborsi per quanto già pagato o per annullare le cartelle di pagamento in corso.
RICALCOLI E NON RIMBORSI
Due i presupposti dai quali si muove la conferenza voluta dal Presidente Tocco: fare chiarezza su quanto statuito dalla sentenza ed impegnarsi pubblicamente su di un piano di risanamento e di rilancio. Tocco fa sapere che affronterà il tema della ricalcolazione con responsabilità e trasparenza, sta lavorando in modo certosino per evitare ricadute drastiche sui contribuenti “Non dimenticate che siamo tutti agricoltori, nessun intento di nuocere a noi stessi. Il Consiglio di amministrazione è e continuerà a essere dalla parte dei consorziati”. ma non esclude rincari! La cui comunicazione verrà probabilmente effettuata entro i 90 giorni sanciti. Del resto, con la franchezza che lo contraddistingue, ci tiene a richiamare i quasi 60 anni di disservizi e mancate manutenzioni, anni di problematiche non risolte, 8 anni di commissariamento pesanti da vivere, adesso si deve pensare al futuro e farlo prendendo quanto di positivo statuito dal TAR: l’aver ribadito la natura tributaria del contributo consortile, dovuto a prescindere dalla fruizione diretta dei servizi, purché l’immobile tragga un beneficio dall’attività di bonifica. Questa sentenza non può essere oggetto di interpretazione soggettiva né la si può scorporare nella conseguenzalità delle statutizioni.
PIANO DI RISANAMENTO
Un pacchetto di lavoro da affrontare nei prossimi 3 anni, un corposo programma di risanamento e rilancio che il Consorzio trasmetterà alla Regione Abruzzo con l’obiettivo di superare le criticità economico-gestionali ereditate negli anni. Il piano si fonda su 3 direttrici principali: riduzione dei costi, ammodernamento delle infrastrutture e innovazione tecnologica.
Tra le azioni previste: interventi sulle reti idriche per ridurre le perdite, politiche energetiche orientate alla sostenibilità – anche attraverso la Comunità energetica Terra Nostra – e la riorganizzazione della gestione dei depuratori, con il trasferimento di quello civile ad Aca Spa (dopo anni di contenziosi) e la futura messa a gara del depuratore industriale.
Nel corso del 2026 nuovi impianti entreranno nei comuni di Manoppello, Cugnoli e Lettomanoppello e ricorda il Presidente, i lavori realizzati nel corso del 2025 sulla diga di Penne per circa 2,6 mln di euro che hanno consentito il ritorno ad una corretta e regolare gestione dell’invaso, fondamentale per l’economia della vallata del Tavo-Saline.
ADESSO CI VUOLE LA POLITICA
Nel presentare le azioni future Tocco si rivolge direttamente alla politica regionale, rappresentata al tavolo dai consiglieri Blasioli, Di Marco e D’Addazio. Ribadisce con forza che il Consorzio Bonifica ha tutti i requisiti per giungere ad uno stato di efficacia ed efficienza solo se la Regione metterà in campo la volontà politica di essere collaborativa con la nuova governance fatta esclusivamente di agricoltori. E a fronte della domanda di Blasioli se avessero pensato di ricorrere al Consiglio di Stato, con franchezza Tocco risponde NO, proprio con l’intento di guardare oltre, sia perché la sentenza non ha dato ragione o torto ma ha statuito dei principi che lui accoglie con favore, e perché, come già aveva sottolineato nel precedente comunicato, le spese legali comunque rischiano di pesare su tutti i consorziati. E adesso è il tempo della responsabilità.















