Noi chiediamo semplicemente di lavorare – si legge nel comunicato stampa- il lavoro è la nostra dignità, basta con queste continue prese in giro. Non abbiamo nessun colore politico, siamo aperti a tutte quelle figure che vogliono realmente aiutarci a realizzare il nostro sogno di tornare a vivere. Non ci fermeremo qui, siamo pronti a presidiare anche i palazzi di governo. Basta! Il nostro appello più forte va a tutti i sindaci del territorio abruzzese, affinché ci aiutino a dar voce a questa nostra protesta”.

Le parole sono del movimento che si identifica con l’hashtag #tudachepartestai e comprende centinaia di lavoratori del mondo della ristorazione, della cultura, del turismo, della montagna, bloccati ormai da un anno e che hanno deciso di reagire alla gestione delle restrizioni dovute alla pandemia. La carta sottoscritta  contiene 19 punti che condensano le richieste da presentare alle istituzioni.
Le adesioni al movimento sono pervenute da tutta la regione ed è stato costituito anche un gruppo Facebook dal nome “Comitato Spontaneo Lavoratori Abruzzo”, dove quotidianamente gli attivisti aggiornano i loro amici con nozioni ed approfondimenti.

Una grande rappresentativa quella dei ristoratori e degli artisti che, con la chiusura delle sale teatrali sono letteralmente in una crisi economica paralizzante.

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