Il prossimo numero cartaceo de Lacerba sarà dedicato a tutte le imprese, le aziende ed i professionisti del nostro territorio che più di altri hanno pagato la crisi causata dal Covid 19, in particolare ristoratori ed albergatori. Contattateci per ogni vostra esigenza di divulgazione e informazione,  cercheremo di dare voce alle problematiche, alle esigenze ed anche alle proposte di risoluzione. Intanto per domani, venerdì 12 febbraio, alle ore 10, presso la sede del Consiglio regionale  in piazza Unione a Pescara, sarà organizzata una conferenza stampa promossa da ‘Aria Food – Associazione ristoratori e produttori abruzzesi” ed alla quale parteciperà Enzo Di Salvatore, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Teramo.

La presenza del professor Di Salvatore è introdotta dal comunicato stampa dell’associazione ARIA Food abruzzese:  “A fronte dei provvedimenti adottati per far fronte alla grave crisi sanitaria in atto che hanno colpito duramente anche il comparto della ristorazione e travolto l’intera filiera agro-alimentare i ristoratori hanno assunto comportamenti responsabili e sono stati i primi a riorganizzarsi nel rispetto della normativa anti-Covid, ma dopo quasi un anno, gli imprenditori e i loro dipendenti scontano l’assenza di rimedi adeguati alle loro esigenze lavorative perché invece di individuare soluzioni che consentissero l’applicazione rigorosa di protocolli utili a contrastare la diffusione del virus, la politica ha preferito chiudere in modo indiscriminato un intero comparto ed è per questa ragione che i ristoratori affiancati da Enzo Di Salvatore, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Teramo , propongono il ricorso dinanzi al Tar per chiedere la sospensione dei provvedimenti adottati nella parte in cui non consentono l’esercizio delle attività nelle ore serali in zona gialla e il ricorso al Tribunale civile per ottenere un ristoro adeguato rispetto alle perdite subite“

Si chiede inoltre “che siano adottati rigidi protocolli sanitari e svolgere una più efficace attività di controllo e di monitoraggio sulla ristorazione; per la zona arancione, che sia prevista la riduzione ulteriore del numero dei coperti in sala; per la zona arancione, che sia individuato un criterio che consenta di distinguere tra chiusura/apertura per Comuni che possiedano un ridotto numero di abitanti e Comuni che possiedano un alto numero di abitanti, al fine di rimuovere le disparità tra piccoli Comuni e Città densamente abitate; – che siano introdotti strumenti di controllo sanitario specifico e mirati in modo da consentire di riattivare il servizio dei banchetti”

Infine chiedono “che sia favorita una seria politica di defiscalizzazione del costo del lavoro per evitare il concreto rischio di disperdere il bagaglio professionale di ciascuna impresa e che sia reintegrato del personale per il quale il contratto di lavoro sia scaduto durante il periodo di chiusura delle attività e medio tempore si chiede la proroga del blocco dei licenziamenti per il personale al momento in cassa integrazione”.

 

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