Allerta a Moscufo PER LA FRANA. Si teme l’evacuazione delle famiglie

Dopo le fortissime piogge ed i successivi giorni di sole caldo, a Moscufo la frana che si è aperta il 2 aprile lungo la strada comunale Vertilina crea comunque ancora molta apprensione anche in vista delle nuove precipitazioni. Gli effetti del maltempo prima di Pasqua si fanno ancora ben sentire infatti. C’è stato un movimento franoso lungo circa 300 metri lineari, su un’arteria lunga un chilometro, per il quale è stata interdetta la circolazione, lasciando isolate sette famiglie che vivono nella zona e che rischiano di dover abbandonare le proprie abitazioni. Il fronte del dissesto dista meno di tre metri dalle fondazioni delle abitazioni, con i solchi verticali profondi più di tre metri e gli accumuli di acqua a valle.

“In questo momento la frana è ferma. La situazione è per ora stabile, senza ulteriori peggioramenti e-o scivolamenti visibili. Vedremo nelle prossime ore quando sono previste piogge, se si avranno delle problematiche. Continua in questa fase il monitoraggio della frana”, spiega Pietro Di Pietro, il sindaco di Moscufo. “Le famiglie coinvolte”, scrivono i residenti, “risultano esposte a un rischio concreto di aggravamento delle condizioni di sicurezza, anche in relazione alla possibile imminente interruzione dei servizi essenziali, tra cui fornitura di gas e acqua calda”.

Sul posto c’è già stato già più di un sopralluogo del sindaco Pietro Di Pietro e del tecnico comunale Claudio Della Marra, con l’attivazione delle procedure per la gestione dell’emergenza. L’invio del dossier tecnico al Ccs della Prefettura, al Genio civile regionale e alla Direzione dell’Agenzia regionale di protezione civile ha lo scopo di chiedere un intervento urgente, con l’attivazione di misure rapide e di messa in sicurezza del versante o potenziamento dei sistemi di monitoraggio continuo.“La tempestività dell’intervento”, sottolineano le famiglie bloccate, “è determinante per evitare il coinvolgimento diretto delle abitazioni”.

“Qui si corre il serio rischio di dovercene andare tutti: fate presto!”, sostiene un residente. La zona venne interessata da un altro cedimento nel 2017, ma il punto significativo è questo: non è considerata a rischio idrogeologico e quindi non segnalata nel piano comunale; questa lacuna allunga inevitabilmente i tempi per gli interventi di consolidamento. L’ufficio tecnico del Comune ha proposto al Genio Civile la realizzazione di una viabilità secondaria e l’applicazione di un sistema di sorveglianza tecnica costante.

A Civitella, ha riaperto al transito la provinciale 33 chiusa l’1 aprile per il cedimento di una scarpata causato dalle piogge. Si stanno completando gli interventi sulla comunale Mastropaolo. A Penne, la strada in località Cima della frazione di Roccafinadamo è stata liberata da uno smottamento che ne impediva il transito. Massima attenzione dal Comune e dalla Protezione civile locale è stata dedicata anche alla diga.

 

 

 

 

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