Raggiungiamo Carlo Corradi al telefono, lui che da sempre è impegnato come legale, a difendere le donne da vessazioni e violenze, con la competenza specifica alla quale aggiunge disponibilità, umanità e sensibilità 

Avvocato, il confinamento da Covid quanto ha infierito e infierisce sull’emergenza silente delle violenze subite dalle donne?
Partiamo subito dai dati certi raccolti nel periodo compreso tra il gennaio 2020 ed il giugno 2020 dal Servizio Analisi Criminale presso il Ministero dell’Interno: i reati di maltrattamenti contro i familiari e conviventi ed atti persecutori, sebbene diminuiti nel periodo del primo confinamento, sono tornati ad aumentare a decorrere dal mese di maggio 2020 in poi; le violenze sessuali sono aumentate a maggio 2020 e, soprattutto, a giugno, registrando però valori inferiori al 2019; i reati di minaccia, lesioni personali e percosse, se diminuiti nel periodo di marzo-aprile 2020, evidenziano un innalzamento nei mesi di maggio e giugno 2020; per ciò che riguarda gli omicidi, sono aumentati quelli in cui vittime sono le donne ex in questo trend di crescita si è evidenziato un incremento di omicidi commessi da partner o ex partner.
Come dobbiamo interpretare questi dati?
Si evince una relazione diretta tra l’innalzamento di “reati spia” ed, in generale, della maggior parte dei reati in “ambito domestico” con le politiche di distanziamento sociale e restringimento in ambiti domestici. Migliaia di persone, abituate a trascorrere gran parte del loro tempo nel tram tram della vita quotidiana, scandita da impegni per lo più lavorativi, si sono trovati, di colpo, rinchiusi all’interno di abitazione, in alcuni casi anche con diametro limitato, e costretti a condividere h24 spazi e servizi comuni e, soprattutto, ad interagire tra di loro in stretti spazi, sicuramente condizioni di un vero e proprio detonatore per quelle situazioni familiari in cui già erano presenti dei disagi coniugali, dei dissapori di natura relazionali o, addirittura, delle problematiche di natura psichiatriche.
Come a dire che durante il confinamento funzionano meno i servizi e meno sono le possibilità di denuncia o di intervento, giusto?
La rete di protezione sociale sicuramente cambia. Immaginate cosa significhi per una donna maltrattata restare chiusa in casa con un aguzzino. I centri antiviolenza, le associazioni, servizi sociali si sono adoperati per creare collegamenti telefonici diretti sia con le vittime che con le forze dell’ordine ma è tutto molto più difficile in un contesto nel quale anche i fondi per il settore diminuiscono anno dopo anno e le forze sono tutte impegnate per l’emergenza sanitaria.
Le donne sono state lasciate più sole?
È un’altra conseguenza dell’isolamento,Si sono drasticamente ridotti i contatti con i membri della famiglia di appartenenza e con la rete delle amicizie che rappresenta un vero baluardo contro la recrudescenza della violenza domestica.
Cosa possiamo fare tutti?
Per aiutare le donne vittime di violenza domestica, ed in generale di tutti i soggetti esposti a violenza di genere, nel breve periodo è indispensabile intensificare le campagne di divulgazione e sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini per stimolare l’attenzione alla piaga della violenza domestica ed aiutarli a riconoscere le vittime, con possibilità di intervenire in loro aiuto. Sotto il profilo sociale, poi, bisognerebbe intensificare la rete dei presidi sanitari, di medicina di famiglia e socio-assistenziali al fine di monitorare maggiormente i fattori di rischio, con particolare riferimento all’aumento del consumo di alcool, di droghe, di armi da taglio o da fuoco, le minacce verso l’altro, il tentativo di strangolamento, l’innalzamento della gelosia ecc.Implementare e semplificare le modalità e termini di accesso alla rete di polizia giudiziaria e per questo plaudo l’iniziativa della costituzione del G.A.V. al Tribunale di Pescara di cui anche voi avete parlato.

Quante ripercussioni sul versante psicologico quando il confinamento si concluderà?
I danni psicologici sono infiniti già nelle normali situazioni: sono la pandemia silente delle donne maltrattate che portano ad una inclinazione perenne alla subordinazione e ad un radicamento di sensi di colpa, inferiorità, paura.

La panchina rossa di Loreto Aprutino è stata dedicata ad Anna Carlini, che effetto le ha fatto?
Il caso di Anna è una ferita del nostro territorio, mi ha gratificato professionalmente la definizione giudiziaria, la panchina a lei dedicata è un’emozione come cittadino, come uomo, marito e padre.

Sabrina De Luca 

 

 

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