di Annalisa Piermattei
Domenica 16 novembre, dalle ore 10, Civitaquana si prepara ad accogliere la quinta edizione del “Festival dell’Olio”, un evento che unisce sapori, arte e cultura nel cuore dell’Abruzzo.
Patrocinato dal Comune di Civitaquana e della Regione Abruzzo, si avvale anche della collaborazione dell’Associazione Studi Tradizionali Regionali Abruzzesi e dell’Archeoclub di Cepagatti.
Abbiamo incontrato Walter Fattore, presidente dell’Associazione Civitas Aquana, per farci raccontare le novità e lo spirito di questa manifestazione.
Siamo giunti alla quinta edizione del Festival dell’Olio. Cosa rappresenta per Civitas Aquana questo traguardo?
Il “Festival dell’Olio” è per noi un momento di orgoglio e di identità, la celebrazione della nostra terra e della sua storia ma anche della dedizione di chi, ogni giorno, lavora per preservarne le tradizioni. Questa quinta edizione è più ricca e strutturata rispetto alle precedenti: vogliamo offrire al pubblico un’esperienza che unisca cultura, gusto e scoperta del territorio civitaquanese
Quali sono le principali novità di questa edizione?
Quest’anno il festival si apre con il suggestivo “Corteo della Sposa” alle ore 10. La figura della sposa, vestita con un abito bianco decorato con rami d’ulivo, rappresenta la bellezza e la generosità di Madre Natura accompagnata in corteo con musiche e danze tradizionali abruzzesi, in un’atmosfera di festa e autenticità.
Inoltre, abbiamo potenziato l’area degli stand, saranno presenti produttori locali della filiera corta, artigiani e punti gastronomici che valorizzano le eccellenze del nostro territorio.
Il legame con la storia e l’arte è un elemento distintivo del festival. In che modo si manifesta quest’anno?
Come nelle scorse edizioni, sarà possibile visitare l’antico frantoio di Brittoli del 1837, un autentico gioiello che, grazie all’Archeoclub di Cepagatti, potrà essere ammirato nella sua unicità. Abbiamo previsto un servizio di bus navetta gratuito per i visitatori, inoltre, le nostre guide accompagneranno
il pubblico alla scoperta di due luoghi simbolo di Civitaquana: la Chiesa benedettina della Beata Vergine Maria delle Grazie, monumento nazionale e il restaurato Palazzo Fieramosca, oggi sede comunale. L’Evento è un modo per riscoprire e valorizzare il nostro patrimonio artistico ancora poco conosciuto.
Ci saranno anche momenti dedicati alla cultura e alla letteratura. Ce ne parla?
Sì, la cultura è da sempre uno dei pilastri del nostro festival. Quest’anno ci sarà la presentazione di due libri: alle ore 11.30 “Si dice e si racconta – di chiese e paesi d’Abruzzo” dell’avvocato Antonio Mezzanotte; a tal proposito voglio dirti che sono felice di averti come relatrice e colgo l’occasione per ringraziare l’editore Marco Solfanelli per la presenza e Peppe De Micheli che modererà l’incontro.
La splendida chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie farà da cornice anche al concerto del coro “Armonie d’Abruzzo in Canto” previsto per le ore15:30.
Non mancano i momenti di approfondimento dedicati all’olio e ai prodotti tipici…
L’agronomo Dott. Franco D’Aloisio, insieme ai frantoiani locali, illustrerà le qualità organolettiche dell’olio civitaquanese, subito dopo ci sarà la presentazione del libro “Olio. Dono divino” di Marilisa Laudadio e Franca Angerosa, pubblicato da Edizioni Mondo Nuovo. A seguire proponiamo esperienze pratiche come il laboratorio del pane, a cura dell’“Antico Panificio Di Zacomo” e la colazione tipica contadina:“Lu Sdijune”, preparata dalle donne della nostra associazione.
Il festival coinvolge anche famiglie e bambini. Cosa avete previsto per loro?
Alle 16:30 lo spettacolo del “Circo Incantato”, con giocoleria, magia e bolle di sapone, pensato per i più piccoli ma capace di incantare anche gli adulti, non mancheranno musica e balli popolari che animeranno il borgo in un clima di festa condivisa.
Attraverso questo evento, l’associazione Civitas Aquana che messaggio vuole veicolare?
Vogliamo valorizzare i prodotti tipici e le bellezze di Civitaquana ma soprattutto riscoprire il senso di comunità, la nostra associazione lavora da anni per coniugare la tradizione con l’energia delle nuove generazioni. Crediamo che il futuro del territorio passi proprio da qui: dal rispetto per le radici e dalla capacità di renderle vive, attuali e inclusive.
Come descriverebbe in poche parole il “Festival dell’Olio”?
L’Abruzzo che si racconta con i suoi sapori, le sue storie, la sua arte, una festa che unisce la gente e fa rivivere la nostra identità.
















