“A fronte dell’ennesima asta deserta per le Terme di Caramanico, torno a sollecitare la Regione e tutti i soggetti interessati a procedere in modo trasversale e accolgo con grande interesse la possibile discesa in campo della Spa ACA. È un segnale importante, concreto, che va esattamente nella direzione che da tempo sostengo: non lasciare morire un patrimonio strategico per l’area interna, ma costruire un percorso condiviso, anche istituzionale, capace di restituire prospettiva a un impianto chiuso dal 2021 e al territorio che lo circonda”, così il consigliere regionale PD Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente e territorio che più volte ha trattato l’argomento.
“Da mesi ribadisco che la semplice attesa o il susseguirsi di aste deserte non potevano rappresentare l’unico orizzonte possibile per le Terme di Caramanico. Per questo ho promosso una risoluzione in Consiglio regionale e ho chiesto con forza che la Regione si assumesse fino in fondo le proprie responsabilità, avviando un ragionamento strutturato sugli impianti e sulle sorgenti – sottolinea Di Marco – . Un indirizzo che è stato pienamente condiviso e ribadito anche nell’ultima seduta della Commissione Ambiente e Territorio del 22 gennaio, dove il tema è tornato al centro del confronto politico e dove tornerà, secondo l’iter della mia risoluzione, proprio per concepire ulteriori sviluppi.
In quella sede abbiamo registrato una crescente e positiva sinergia trasversale: l’obiettivo comune è superare l’inerzia della chiusura e lavorare a una soluzione credibile, che coinvolga le istituzioni, ma anche le forze economiche e sociali del territorio. In questo quadro, l’ipotesi dell’intervento di un soggetto così importante com’è chi gestisce il servizio idrico per decine di comuni del territorio, rappresenta un segnale positivo. È inoltre fondamentale avviare un percorso condiviso con la Regione, perché le Terme di Caramanico non sono solo un bene immobiliare: sono un patrimonio storico, ambientale ed economico che può e deve tornare a essere un volano di sviluppo e occupazione per Caramanico e per l’intero comprensorio.
Serve ora un percorso politico e amministrativo serio, fondato su atti concreti, trasparenti e condivisi. L’iniziativa richiamata oggi va in questa direzione e dimostra che la strada della collaborazione con il territorio è quella giusta. Pronto ad agevolare gli ulteriori passi per parte istituzionale pur di veder tornare a nuova vita questo storico complesso che per oltre un secolo è stato motore dell’economia del territorio, producendo lavoro per centinaia di persone, attrattività per la nostra regione e benessere per la comunità e il comparto turistico-sanitario”.















