
PENNE – Autunno alle prese con il nuovo fisco pennese.
Giovedì infatti sarà approvata dal consiglio comunale la calda manovra tributaria della giunta D’Alfonso che ha evitato di alzare l’addizionale Irpef, rimasta allo 0,7%. Ma la Tasi (la nuova tassa sui servizi indivisibili, da pagare il 16 ottobre ed il 16 dicembre) sarà al massimo per i pennesi: il 2,5 per 1000 sulla prima casa (l’aliquota base è l’1), senza alcuna detrazione, e con la quota del 10% a carico degli inquilini nelle abitazioni affittate. E per le seconde case l’IMU tocca quota 1,06% (era allo 0,76%). Un po’ meno pesante sembra presentarsi il conto sui rifiuti: il debutto della Tari prevede infatti una serie di sconti rispetto al passato quando veniva applicata la Tarsu (aumentata del 46% nel 2011) e la Tares, ancora più costosa. Su tutti, spicca l’abbattimento del 50% della tassa sulle cosiddette case sparse dove si concentrano 2.588 residenti pari al 20,46% della popolazione. Si tratta di un premio per i disagi dovuti alla minore frequenza della raccolta dell’immondizia che dal primo marzo è differenziata: a luglio raggiunta la quota straordinaria del 74,82% (nel 2013 fu appena del 10,17%). Riduzioni anche per chi vive da solo (15%), alle famiglie con disabili ed anche a chi fa il compostaggio domestico: il 10%. Il costo del servizio rifiuti per il Comune è di 1 milione 607 mila 710 euro, coperto per il 75% dalle utenze domestiche. Alla tassa anche quest’anno si aggiunge il tributo provinciale: fino al 5%. Nella predisposizione delle tariffe comunali, si nota un leggero aumento della quota fissa ed una riduzione più robusta comunque sulla parte variabile della Tari. In pratica, un’abitazione vissuta da una famiglia di tre componenti dovrà fare i conti con una quota fissa a metro quadrato di euro 1.07 (con la Tares era di euro 0,95) e di quella variabile pari a 169,48 euro (l’anno scorso pagava invece 232,11 euro). Un nucleo di 4 persone pagherà per ogni mq. la quota fissa di 1,14 euro (nel 2013 era di 1,02 euro) ed una variabile di 202,12 euro: era di 286,58 euro. Ancora meglio per una famiglia di 5 unità: quota fissa di 1,15 euro a mq, cresciuta di 12 centesimi, e quota variabile di 235,80 euro, scesa rispetto ai 364,74 euro del 2013. Rimodulate anche le tariffe per i 31 bar e pasticcerie: 3,61 euro a mq per la parte fissa e 6,66 euro per quella variabile (erano 3,58 e 7,29). I 26 fra ristoranti e pub pagheranno 3,28 euro di parte fissa e 7,17 di variabile contro i 3,85 e 8,06 euro dell’anno passato.

















