Non è una guerra personale di Gilberto Petrucci ai piccioni bensì un ottemperare di un primo cittadino alle note dell’Ufficio Igiene ASL, sollecitate soprattutto dai cittadini.
È diventato un caso quello del piano allontanamento dei piccioni firmato da Gilberto Petrucci, Sindaco di Penne LEGGI ARTICOLO tanto da scatenare non solo una diffida da parte della Lega Antivivisezionista rappresentata dall’avvocato Aurora Rosaria Loprete ma censure tramite stampa e persino minacce e insulti via web. “Ho ricevuto intimidazioni da 22 associazioni, mi hanno definito un assassino” ha detto il primo cittadino pennese e malgrado tutto ha deciso di andare avanti, riscuotendo il plauso di tanti cittadini. Eh sì perché qui non si tratta di un accanimento personale ma di una vera emergenza che sta condizionando la vita di alcune zone del centro storico di Penne. La vita umana ed anche di chi ha un amico a quattro zampe. Infatti è dimostrato che gli escrementi di piccione proliferanti di acido urico, sono corrosive per monumenti, piastrelle e facciate di case e palazzi storici ma pericolose anche per gli uomini e per gli animali d’affezione. Salmonellosi, criptococcosi, parassiti come zecche e pulci, pidocchi e acari, ornitosi, sono i principali pericoli di contagio. Persino il pulviscolo del guano essicatto, se inalato, può far insorgere problemi respiratori.
A dirlo le infinite note che l’Ufficio Igiene e Sanità Pubblica della ASL di Pescara diramano su diretta segnalazione dei cittadini. E così a Penne ma anche in tanti piccoli paesi del circondario dove spesso feritoie nei palazzi storici o case abbandonate costituiscono un ottimo riparo per questo tipo di volatile.
Lo stop degli animalisti
La diffida della Lega Antivivisezionista ha, di fatto, bloccato l’avvio del piano che, conviene ricordare, è in una fase sperimentale. Secondo le motivazioni contenute nel documento legale il piano “coincide pienamente con la delicatissima stagione di riproduzione e nidificazione non solo dei piccioni, ma anche di numerose specie di fauna selvatica protetta che storicamente popolano i centri antichi fra i quali i rondoni”. L’impiego combinato di laser, droni, ultrasuoni ed aste telescopiche robotizzate nelle immediate vicinanze di tetti, cornicioni e cavità dei palazzi storici rischierebbe, concretamente di terrorizzare gli adulti, provocare l’abbandono dei nidi e causare la morte per inedia dei piccoli impiumati, integrando potenzialmente il reato di maltrattamento ed uccisione di animali. Petrucci rivendica non solo la sostenibilità del piano nel quale è previsto l’utilizzo di una sostanza non velenosa ma solo repellente ma anche la non crudeltà nei confronti degli animali visto che si procederà con un mangime anticoncezionale. Vero è che, chi vive in un centro storico del paese, sa che molto spesso i cittadini esausti ricorrono a rimedi fai da te per eliminare i piccioni, atteggiamento questo assolutamente da prevenire e punire costituendo un reato. Altrettanto paradossale chi dà da mangiare ai piccioni, pratica anche questa vietata e assolutamente nociva.
Questo piano s’ha da fare, anche in altri Comuni
Il Sindaco Petrucci ha dichiarato che, finiti i giorni di sospensiva, andrà avanti nel pieno rispetto dei principi di rispetto e tutela della dignità animale ma consapevole di dover dare risposte effettive anche ai cittadini che sono i primi a lamentarsi di quello che è un problema oggettivo, come sottolineato dai protocolli dell’ASL che vengono inviati a tutti i comuni dove la convivenza tra insediamenti di piccioni e nuclei abitativi genera lamentele e difficoltà igieniche. A Loreto Aprutino, ad esempio nel 2021, un gruppo di residenti di via Cesare Battisti, presentò una raccolta firme direttamente alla ASL, affinchè fosse risolto il problema di quella via la cui abitabilità e persino il transito a piedi era diventato impossibile. In quel caso, diretto interessato era un palazzo privato i cui proprietari si misero a disposizione per chiudere tutte le buche e le feritoie che consentivano lo stallo dei piccioni. Ma se gli edifici sono pubblici? Chiese e palazzi storici sono luoghi ideali per il proliferare dei volatili ed il territorio ne è ricchissimo. Forse buon senso e dialogo dovrebbero essere le chiavi per la risoluzione dei problemi di convivenza tra uomini e animali, inevitabilmente da gestire per renderla meno complicata.
















