Venti punti alla fine dell’andata. Ha girato così il Penne di mister Giandomenico, quasi esordiente allenatore marchigiano, con un ottimo passato da calciatore, dopo la sconfitta di Città Sant’Angelo ai più apparsa meritata. Un altro ko di una squadra che non sembra ancora aver trovato la propria identità.

E bisogna fare in fretta perché la zona play out non è distante, mentre quella dei play off si è allontanata di parecchio. Non è il caso di drammatizzare, ma qualcosa va detto per un organico che forse non era partito per essere né carne né pesce, ma di provare quanto meno a non aver i patemi dell’anno scorso e di potersi inserire nell’alta classifica. E’ sempre complicato e riduttivo fare i paragoni, ma di certo quel Penne aveva un’altra sostanza, immateriale certo, ma necessaria. Lo dimostrò da febbraio allorché centrò una salvezza che nessuno o quasi pronosticava per quanto la rosa fosse stata adeguatamente rinforzata. In questa stagione sono troppi gli alti e bassi, più questi ultimi che i primi. Fuori casa il Penne le sta perdendo quasi tutte, ad eccezione dell’exploit col Paterno, cioè contro una delle più ambiziose di questo torneo. I vestini hanno perso di misura a Giulianova solo nel finale e su rigore, dopo aver condotto per 2 a 0, a Chieti nettamente solo sul piano del risultato, mentre hanno pareggiato con Spoltore e Sambuceto e battuto, sempre fra le mura amiche, il temibile Martinsicuro. Ne deriva che questa formazione ha delle qualità (il duo d’attacco Cacciatore-Rodia non è l’ultimo dell’Eccellenza, anzi…) che però non sempre riesce ad esprimere. Ha pagato degli equivoci tattici: ad esempio quello di un centrocampo cui è mancato dall’inizio un costruttore di gioco trovato a dicembre nel teatino Donatangelo. Così come ha pagato dazio la mancanza di due esterni bassi incisivi e dei fuori quota, soprattutto il classe ‘99. Non ultimo il discorso di far convivere il trio Cacciatore-Rodia-Orta quest’ultimo ceduto al Miglianico e protagonista della sua più brutta stagione proprio al Penne. Ma il problema dei problemi sono comunque i troppi gol subiti, quasi due a partita e spesso conseguenti a calci da fermo. Giandomenico non sembra poi aver trasmesso ai suoi quella mentalità da squadra che vuole il risultato ad ogni costo. In una piazza sanguigna come quella pennese, che garantisce il calore dei tifosi dentro e fuori casa e che in Eccellenza in pochi possono permettersi, il difetto si vede. Questa è l’ultima settimana di mercato, il Penne ha inopportunamente dato al Giulianova uno come Pagliuca, un fior di centrocampista esterno che fu uno dei suoi primissimi obiettivi di mercato a luglio. Ora dovrà sistemare meglio l’organico facendo attenzione a non sbagliare tante altre partite. Alle porte vi sono la trasferta di Scoppito e due gare casalinghe con le ultime in classifica San Salvo (giovedì 21 dicembre) e Miglianico dell’ex Savini alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia. Nove punti sono alla portata. Un momento di svolta. A patto di giocare con tanta cattiveria in più. Le ciambelle non sempre riescono col buco…

B.Lup.

(foto: Francesco D'Addazio in azione)