Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, interviene focosamente sul caso della ristrutturazione dell’ospedale San Massimo di Penne, per la quale sarebbero stati destinati 12,5 milioni di euro e contesta la Regione per aver comunicato alla stampa la firma della Convenzione con il Ministero della Salute mentre a lui copia della stessa non è stata data. Effrazioni di forma che hanno ripercussioni sui veri temi sostanziali.

Ho dovuto procedere con una diffida formale per poter ottenere il progetto ma della convenzione nessuna traccia, quindi fino a quando io non potrò leggere ufficialmente il contenuto della stessa per me non esiste”

Appare anomalo, secondo Pettinari, da sempre in prima linea per l’ospedale di Penne, che della convenzione e delle sue prescrizioni lui debba venirne a conoscenza attraverso gli organi di stampa mentre esiste una richiesta formale per prenderne visione.

È una mancanza di rispetto e di scorrettezza istituzionale”, tuona il consigliere anche dalla sua pagina Facebook, “ed io non ci sto”.

Teme che, dopo tanti anni passati a battersi per il San Massimo, l’area vestina si ritrovi con una scatola vuota, cioè con un ospedale del quale vengano rifatte le sole mura mentre è la sostanza di cui ha bisogno il territorio, di riqualificazione, di riorganizzazione interna, di consolidamento dei reparti, di acquisto di macchinari, di investimento sul personale medico e paramedico.

“Possono pensare a fare anche le pareti d’oro ma se i reparti poi non son efficienti ed operano a pieno regime che se ne fanno i cittadini di quei bei muri?”

La soluzione è semplice “La Regione deve procedere ad una reale riclassificazione del presidio sanitario  San Massimo di Penne. Come? In ospedale di base sede di pronto soccorso. Basta disporre la modifica dell’atto aziendale e restituire quelli che erano addirittura  dei veri primati di alcuni reparti. Penso alla gastroenterologia che era un fiore all’occhiello di tutta la Regione ed è stata declassata e depotenziata in quanto uno dei due medici responsabili è andato in pensione e non ne è stata reintegrata la figura per cui c’è un solo responsabile ad assicurarne il funzionamento.”

L’ultimo accento infine lo pone sul ruolo che ha avuto il San Massimo durante l’emergenza Covid 19 “ L’ospedale ha riorganizzato una rianimazione consentendo la cura tempestiva non solo dei pazienti di Penne, non solo di quelli abruzzesi ma anche di quelli che provenivano da fuori Regione. Ha dimostrato di essere un  valore di operatività professionale e umano che richiede molto più di un restyling architettonico!”

L’invito che Pettinari rivolge ai cittadini è quello di porre attenzione a questo sventolare il successo di una ottenuta ristrutturazione che potrebbe fungere, nei prossimi mesi, da specchietto delle allodole per non parlare delle azioni essenziali che dovrebbero essere messe in atto prima di qualsiasi azione di facciata.

Mentre noi chiediamo che si parli prima di riclassificazione e potenziamento, dell’ospedale e del distretto sanitario anche esso messo nelle condizioni di lavorare a metà e per questo l’impegno del Movimento proseguirà con costanza e profondità “

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