I Comuni di Montesilvano e Spoltore si sono uniti negli ultimi giorni per una battaglia contro il progetto della Nuova Pescara, la fusione con il capoluogo prevista dalla legge regionale approvata nel 2018 durante la passata consiliatura: nel corso di una conferenza stampa, sono stati presentati tutti i numeri che, secondo il comitato F646 cittàpersempre (guidato dall'ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma insieme a Licio Di Biase), certificano gli svantaggi che la nuova città porterà per montesilvanesi e spoltoresi.

Il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito ha appoggiato l’iniziativa, e da sempre si batte contro la soppressione della sua città.

Cosa dicono i numeri?
Il comitato ha analizzato 4 indicatori contenuti nei bilanci consuntivi 2018 dei 3 Comuni, a cominciare dalla capacità di indebitamento residua, la cifra che ciascun Ente ha a disposizione per nuovi investimenti ricorrendo a mutui. Lo stato di predissesto del Comune di Pescara riduce a zero questa capacità, che invece a Spoltore ammonta a quasi 1,3 milioni di euro e a Montesilvano a quasi 2 milioni. La rigidità strutturale di bilancio indica le spese irrinunciabili (personale, rimborso delle rate dei mutui e interessi) che il Comune deve salvaguardare: più è basso questo valore (Pescara è a al 41%, Montesilvano al 24% e Spoltore al 22%) e maggiore è la possibilità di nuove spese. La pressione fiscale per le imprese vede Spoltore virtuosa a livello regionale. In questo caso, è Montesilvano ad avere la pressione più alta tra le tre (64%). Infine, la pressione tributaria per abitante a Pescara risulta a 720 euro, Montesilvano 595 e Spoltore 527. Nel momento in cui questi 3 dati si fonderanno Pescara trascinerà gli altri 2 Comuni.

Da dove nascono le vostre preoccupazioni?
Sono in politica da molti anni e non ho memoria di un provvedimento, uno solo, che comportasse la cessione di qualche servizio da parte della città di Pescara verso i comuni limitrofi Abbiamo addirittura il doppio del Palazzo Regionale. Negli ultimi anni si è parlato di una nuova sede per l’università, di un nuovo stadio: mai si è neppure proposto di delocalizzare queste strutture nei territori di Montesilvano o Spoltore, nonostante il progetto di fusione già in itinere. Nel momento in cui la città di Pescara avrà a disposizione le aree delle città vicine, per cosa le utilizzerà? Non considero un caso che nelle ultime settimane si sia iniziato a parlare di abbattere il ferro di cavallo, e non va dimenticato che la filiera dei rifiuti, per come è stata disegnata dal piano provinciale anni fa, è incompleta. Mancano ad esempio la discarica del secco e strutture per la termovalorizzazione.

Non pensa che il volere dei cittadini espresso attraverso il referendum andrebbe rispettato?

Io sono stato rieletto al primo turno e con un vasto consenso, senza mai nascondere la mia contrarietà alla fusione. Anche questo dovrebbe far riflettere. Chiediamo da sempre di rivedere il progetto della Nuova Pescara proprio perché nessuno, ad oggi, è in grado di anticipare cosa sarà questo nuovo ente e soprattutto come, e se, funzionerà. Il voto popolare è sacro: ma parliamo di una volontà già tradita, se pensiamo che le normative attuali non prevedono nessuno dei bonus economici che, nel 2014, sono stati l’argomento principale portato avanti da chi voleva la fusione. Chi ha votato sì, ha votato per un comune in grado di spendere quasi 90 milioni di euro in più, regalati dallo stato centrale, nel decennio successivo: quel comune, quella Grande Pescara di cui purtroppo qualcuno ancora parla senza essersi mai documentato, non esisterà. Invece, allo stato attuale, dati alla mano, porterà di sicuro un peggioramento della qualità della vita dei miei cittadini, in termini di livello di tassazione, difesa del territorio e qualità dei servizi.

Cosa ne sarà di questo progetto?

Resto personalmente convinto che la Legge Regionale di fusione attuale sia sostanzialmente sbagliata e di fatto inapplicabile: per questo il termine da rispettare per la fusione verrà spostato in avanti nel tempo, di due anni o forse anche di più. Spero che il rinvio apra gli occhi a molti e riveli il fallimento di tutta l’iniziativa.

Che Comune è Spoltore rispetto a Montesilvano e Pescara? Cosa può vantare, grazie a questa amministrazione e cosa manca, invece?

Spoltore è un Comune ricco, in costante crescita, mentre Pescara perde abitanti e la crescita di Montesilvano si è fortemente rallentata negli ultimi anni. E’ la città con la tassazione più bassa di tutta la regione Abruzzo e una raccolta differenziata oltre il 70%, mentre nelle città sorelle la maggior parte del territorio non è ancora coperto dal servizio porta a porta. Geograficamente, sembra banale ma non lo è, manca il mare: anche per questo considero importante che dal punto di vista urbanistico Spoltore possa continuare a decidere autonomamente anche in futuro. A parte questo, a mancare è la viabilità, le infrastrutture sulle quali poggia sono le stesse dagli anni cinquanta: anche per questo noi abbiamo accelerato i lavori del nuovo Prg, vogliamo dare a chi verrà dopo di noi gli strumenti per affrontare la situazione. E’ poi l’unico Comune dei tre, considerate anche le dimensioni, a non avere un istituto di scuola media superiore.

Se potesse chiedere qualcosa per Spoltore agli enti sovraordinati, cosa chiederebbe?

Chiederei maggiori finanziamenti per dotare la città di infrastrutture per fare rete con le realtà vicine: una nuova viabilità, anche un nuovo trasporto pubblico, far diventare davvero Spoltore un’unica città con le realtà vicine, e non penso solo a Pescara e Montesilvano ma soprattutto a Chieti, San Giovanni Teatino, Cappelle sul Tavo. Non si può più rimandare la realizzazione del nuovo casello autostradale in località Terrarossa e il raddoppio della Statale 602. Oggi tutta la viabilità passa per il capoluogo: in questo modo le distanze tra gli altri comuni triplicano, e i 15 km di Statale che uniscono parte importante della popolazione abruzzese rischiano di bloccarsi alla minima difficoltà. Lo stiamo vivendo in questi giorni.

C’è un progetto che le sta particolarmente a cuore e che vorrebbe portare a termine prima della fine del mandato?

Quando sono stato confermato a sindaco nel 2017, ho parlato di un’area sportiva in grado di accogliere anche grandi eventi e concerti, un PalaSpoltore che potesse svolgere questa funzione per tutta l’area metropolitana. Adesso, il mio sogno è che la città di Spoltore, tutto quello che rappresenta culturalmente e, lasciatemelo dire, anche dal punto di vista politico e amministrativo, possa continuare a vivere per molti anni a venire.