Gentile direttore,

in merito al contenuto della lettera scritta dal segretario politico del Partito Democratico, relativo ai lavori di recupero e di restauro che hanno interessato Porta Teramo, vorrei precisare alcune affermazioni riportate nel testo. Lo reputo un intervento esilarante e soprattutto discordante dalla realtà.

Credo che il segretario del PD, come già accaduto in altre precedenti occasioni, con questa nota, abbia voluto «strumentalizzare» anziché «arricchire» il dibattito in merito all’attività di recupero dell’antico portale. Mancano le proposte. Appare, peraltro, “vergognoso” e “stucchevole”, che alcuni esponenti del Partito Democratico, abbiano offeso attraverso i social il professore Mario Costantini, una delle figure più autorevoli e prestigiose che la nostra città possa vantare nel campo della storia dell’arte. Non siamo nel medioevo. Ciò dimostra purtroppo povertà culturale.

D’altronde chi ha voluto il disfacimento di Piazza Luca da Penne, luogo di aggregazione sociale e simbolo della città, come potrebbe avere oggi una visione di rilancio del centro storico oppure come potrebbe essere in grado di proporre una ricetta migliorativa per la “Penne Antica”? E diventa assai pittoresco che il PD, dopo aver amministrato 15 anni, oggi abbia in tasca la soluzione vincente per risolvere i problemi della città. Bastava semplicemente applicarla prima.  

Torniamo a Porta Teramo. L’iter progettuale, curato dall’architetto Marco Costantini, a garanzia della valorizzazione del “mattone a vista”, con il controllo pedissequo dell’Ufficio Tecnico, ha seguito le procedure previste dalle norme in materia e dai regolamenti comunali. La Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Chieti, in merito al progetto, ha posto in essere alcune prescrizioni, come accade per il 90% degli interventi che riguardano attività nel centro storico. Tra le note prescritte dai funzionari, nel caso di specie, c’è la sostituzione del “mattone a vista”, che risultava obsoleto e mal restaurato negli anni successivi al dopoguerra, con l’intonacatura della facciata dell’immobile adiacente la Chiesa di Santa Croce; a supporto della scelta effettuata dall’organo terzo, ci sono motivazioni tecniche, che io personalmente non condivido, ma le quali restano tuttavia di difficile superamento. Il parere della Soprintendenza è vincolante per l’avvio dei lavori. E lo sa bene l’ex sindaco PD Rocco D’Alfonso che per una telefonata recondita a un funzionario della Soprintendenza, per ottenere celermente un parere vincolate, è rimasto impigliato - come Kafka - nella rete della giustizia. Abbiamo tentato, con i tecnici, anche di rimodulare l’intervento sulla facciata al fine di individuare la soluzione migliorativa volta a evitare di intonacare la porzione di palazzo. Purtroppo non è stato possibile.

Voglio precisare che la mia amministrazione comunale non naviga a vista come riferisce in maniera sorniona il segretario del PD il quale, evidentemente, è poco incline alla lettura degli atti amministrativi ma attento invece a raccogliere i pettegolezzi infarciti di paganesimo. Lo dimostrano i fatti: abbiamo riqualificato piazzetta XX Settembre, il monumento ai Martiri Pennesi, Porta Teramo, l’antico bastione presente lungo la Circonvallazione Aldo Moro, previsto agevolazioni fiscali per chi affitta locali commerciali sfitti nel centro storico, ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro per il restauro del Duomo e della Chiesa della Santissima Annunziata (stazione appaltante Segretariato), avviato l’iter per il recupero della Chiesa di San Giovanni Battista (fondi FEC), appaltati i lavori per i nuovi impianti di illuminazione nel quartiere di San Comizio-Solario, ottenuto il finanziamento pubblico per la ricostruzione della scuola elementare “Mario Giardini” in Via Caselli (3 milioni 320mila euro), evitando così di delocalizzare e spogliare il centro storico, e realizzato la nuova ringhiera in ferro battuto lungo Via Caselli e Viale Ringa. Inoltre, abbiamo recuperato le risorse dal Ministero dell’Interno per la progettazione e il recupero dei seguenti immobili: complesso monumentale di Colleromano (500 mila euro), palazzo ex liceo in piazza Luca da Penne (300mila euro) e palazzo ex tribunale (150mila euro) di Largo San Giovanni Battista. Sempre dal Ministero dell’Interno abbiamo ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro per mettere in sicurezza l’area Belvedere, a ridosso del centro storico, al fine di ridurre il rischio idrogeologico e costruire nella zona attrezzature per l’incoming turistico (parcheggio Portella). Abbiamo ipotizzato, inoltre, la rimodulazione dei fondi FSC 2007-2013 e della programmazione del Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud, asse IX, in fase di elaborazione da parte del Dipartimento della Presidenza della Regione Abruzzo, per altri interventi nel centro storico: recupero Palazzo Caracciolo (700mila euro), restauro della piazzetta Santa Marina e del monumento ubicato nel quartiere San Comizio. Cosa abbia fatto il PD di Andrea Vecchiotti tra il 2011 e il 2016 per il rilancio del centro storico, ad oggi, non è dato saperlo. Voglio osservare che la nostra amministrazione comunale si è prodigata a stipulare convenzioni con le associazioni cittadine di volontariato per la gestione del patrimonio culturale: musei, auditorium di San Giovanni Evangelista, biblioteca regionale, fontane e aiole. Per la deiezione di cani e gatti ci affidiamo, in questo caso, al buon senso dei cittadini. Le norme che contrastano il fenomeno contestato sono in vigore da tempo e gli organi deputati al controllo non hanno smesso di accertare le violazioni di cittadini indisciplinati.

Cinque anni, forse, per cambiare una città dopo anni di abbandono sono pochi, ma abbiamo dimostrato che non siamo “orecchianti” in cerca di visibilità, bensì abbiamo una visione chiara di ogni settore amministrativo: dal risanamento del bilancio ai lavori pubblici. E come sempre, in democrazia, gentile direttore, ci affideremo serenamente al giudizio dei nostri cittadini, dimostrando che il peggio è passato. 

                                                                                                         

                                                                                                                    Il sindaco

                                                                                                      Mario Semproni