Un tesoro per i Comuni. Il vero tesoro che può salvare i bilanci. Come Lacerba anticipò con una significativa copertina nel 2015. È quello costituito dal valore di rimborso delle reti del gas metano. 

Si tratta di risorse fresche che potranno affluire nelle casse degli enti locali grazie alla gara per il gestore unico che ogni ambito provinciale dovrà espletare prima o poi, visto che si va avanti in ritardo in tutta Italia dove sono un paio le gare già effettuate. Nella provincia di Pescara, che comprende anche il Comune di Silvi, capofila è Pescara Energia spa che dal 2006 si è vista conferire dal Comune adriatico tutto il patrimonio infrastrutturale legato al gas e che segue tutti i centri pescaresi per un totale di 350 mila abitanti e più di duemila metri quadrati.

Da queste parti opera dal 2002, la Società Intercomunale Gas spa, la cui maggioranza è pubblica, poiché il capitale sociale di 7 milioni di euro è frazionato in azioni detenute dai Comuni di Penne (23,65%), Loreto Aprutino (12,15) e Collecorvino (19,25%), mentre l’azionista privato è la toscana Estra srl (38,7%) dopo l’incorporazione dei marchigiani di Edma srl che da Prato esprime l’amministratore, Riccardo Matteini.

A differenza di altre realtà territoriali, il capitale sociale della SIG spa è la risultante del conferimento delle reti del metano alla società che, nata come pubblica, diventò mista quando la quota di minoranza venne ceduta per assoluta esigenza di denaro (specie da parte di Penne che aveva scoperto un buco nei bilanci) ad un consorzio marchigiano, Gorgovivo. In ogni caso, i Comuni sono azionisti di SIG e nel frattempo fanno capo a Pescara Energia spa che è la società capofila dell’intera operazione di selezione del gestore unico. La gara per ora è ferma. La SIG, presieduta come da turnazione da Flavio Antonioli (nella foto), espresso da Collecorvino (Marcello Solfanelli nel consiglio di amministrazione rappresenta Penne e Serafino Recanati Loreto Aprutino, entrambi ne sono ex presidenti), gestisce le reti che come succitato sono state conferite dai singoli Comuni azionisti; nella sua mission, SIG ha anche la distribuzione di gas naturale, la gestione dei parcheggi a Penne e l’illuminazione pubblica sempre nel capoluogo vestino ed altrove, Marche comprese. Una volta completato il complesso iter burocratico dell’appalto, pioveranno soldi freschi agli enti locali.

Pioveranno dapprima nelle casse della società per azioni mista che li riverserà ai suoi azionisti sulla base delle relazioni di stima operate per conto di Pescara Energia, capofila appunto dell’ambito pescarese, dallo studio Fracasso.

Le reti in buona sostanza valgono attorno ai 20 milioni di euro. Al netto del 30% degli ammortamenti, Penne che conta su un valore VIR di rimborso pari a 8 milioni e 214 mila euro, intascherà qualcosa come quasi 6 milioni di euro. 4408 contatori, 1800 metri quadrati di terreni, 62.289 ml di rete. A Loreto, la situazione vede un valore di rimborso pari a 3 milioni 64 mila euro per il solo capoluogo al 31 dicembre 2017 cui occorre togliere l’ammortamento del 30%, quindi intorno ai 2 milioni 144 mila euro. Occorre aggiungere Passo Cordone con 529 mila euro di valore di rimborso al lordo dell’ammortamento. Quasi 5 milioni di euro per Collecorvino che al netto diventerebbero intorno ai 3,5 milioni di euro.