PENNE - Con veemenza, furia dialettica e rigore, insospettati e sorprendenti, l’amministrazione comunale di Penne ha fustigato, senza remore e senza pietà, le ditte appaltatrici della raccolta e smaltimento dei rifiuti, per il “grave ritardo” nella distribuzione del calendario 2016 della raccolta differenziata.

In effetti, è da almeno due settimane che i pennesi attendono l’almanacco. Dopo aver già ricevuto, con proverbiale puntualità, i calendari di Frate Indovino e di Padre Pio, la latitanza di quello dei rifiuti ha rattristato il Santo Natale di molti pennesi. Costernati e avviliti, in tanti hanno protestato e l’amministrazione con vibrante sdegno ha contestato l’inatteso affronto delle appaltatrici, anche per “l’oscuramento” dei successi pennesi per la differenziata che soverchia i Comuni di Collecorvino e Picciano la cui raccolta arranca con percentuali da accattoni (a ottobre: Collecorvino appena appena il 78%; Picciano il 76,5%), mentre il dato di Penne è da capogiro! Dunque, una sacrosanta recriminazione per l‘omissione del calendario, dalla forza sovversiva e oscurantista sul piano mediatico, come lamentato e che ha costretto il governo cittadino ad accollarsi un ruolo sostitutivo d’informazione per “riuscire a dare un servizio dignitoso ai cittadini”. Ma l’amministrazione è vigile, non si fa fare fessa e, a tutela della legalità, ai cui principi conforma pignolescamente la sua condotta, ha levato un monito intransigente, fermissimo e minaccioso verso le due società appaltatrici, comunicando di aver “dato mandato al responsabile del settore competente di verificare eventuali inadempimenti contrattuali” e possibili sanzioni. Un San Silvestro di bott, meritatissime, verso i reprobi! Ma, in spirito di collaborazione, Lacerba ha anticipato la verifica. Il mesto esito è che inadempimento e sanzioni sono impensabili: il calendario non è neppure previsto dal Capitolato (artt. 10 e 24)! A ben pensarci, quelle dell’amministrazione comunale sono bott di San Silvestro totalmente innocue, come i bengala per far contenti i bambini. Innocue e anche irritanti, a dir il vero. E’ incredibile, infatti, che l’amministrazione, per un calendario, si stracci le vesti e si lanci in Catilinare, ricorrendo alla foga oratoria e preferisca, invece, la fuga ignoratoria nel “silenzio preoccupante” (che qualche politico lamentava, a torto, per il punto nascita) per ben più gravi inadempienze contrattuali. La retorica di Catone privilegiava la padronanza dei contenuti sullo stile e la forma (“rem tenetur, verba sequentur”, “padroneggia l’argomento, le parole seguiranno”); l’amministrazione comunale rovescia l’approccio, privilegia i verba (le parole)e non si cruccia delle res (i fatti). Al punto da ritenere garantito un “servizio dignitoso” con semplici informazioni, dimenticando di annoverare tra quella ‘dignitosità’ anche il rispetto di prestazioni, contrattualmente stabilite, ben più importanti e rilevanti, anche economicamente, di un calendario. Il riferimento è a quelle sempre ignorate dall’amministrazione con gravissimo strafottimento, richiamate più volte da Lacerba (es.: nn.7/2014; 5/2015). Sinteticamente: mastelli in polipropilene non forniti; transponder non installati; 300 cestini stradali non collocati. Oggettive omissioni che hanno generato risparmi (per chi?) e per le quali, diversamente dal calendario, non è mai stata data notizia, “in questi anni”, di aver “dato mandato al responsabile del settore competente di verificare inadempienze contrattuali”, che nei casi citati non sono eventuali ma certe, per tabulas e per esse non c’è bisogno di dare nessun “mandato a verificare”, perché il Capitolato stabilisce che il pagamento della ditta appaltatrice ha luogo “previa verifica sulla regolare esecuzione del servizio” (art. 22.4)! Regolare senza mastelli, transponder, cestini, ecc.? Un ‘forte dissenso’ sorge spontaneo! La sensazione, sgradevole, è quella di sentirsi presi in giro ma, forse, è solo una sensazione da pessimisti!

Giovanni Cutilli