Pescara, 2 settembre 2020 – Ventotto anni appena compiuti, Alessandro Splendiani è il direttore dell’ufficio postale di Civitella Casanova. Pescarese, nella grande famiglia di Poste Italiane è entrato giovanissimo, non ancora ventenne. “Ricordo perfettamente il mio primo giorno – racconta. Fu il 2 aprile 2012, all’ufficio di Pescara 12, ai colli. Fui il primo ad arrivare, dopo il direttore Paride Di Pretoro, che mi accolse e mi presentò ai colleghi man mano che arrivavano. C’era tanta sorpresa e un po’ di imbarazzo reciproco, perché ero veramente un ragazzino. Ma devo dire che mi fecero sentire subito a mio agio”.

Un’esperienza durata quattro anni, nella quale il giovane Alessandro cresce molto come operatore di sportello e il suo impegno viene apprezzato. “Mi chiamò Risorse Umane e mi propose di andare a lavorare a Pescara Centro, l’ufficio più rappresentativo di tutta la Filiale. Mi trovai davanti ad un bivio, perché per me era una bella opportunità di crescita ma allo stesso tempo mi sentivo ancora giovane per fare quel passo. Allora mi presi qualche giorno per pensarci. Ma dopo due giorni cominciò subito la mia nuova avventura”.

In quel periodo Alessandro si laurea anche in Economia (a marzo 2015 la triennale, ad aprile 2018 la specialistica): “Lavoravo part-time, la prima quindicina del mese, e questo mi consentiva da un lato di avere la mia indipendenza economica e dall’altro di proseguire con gli studi”. Un ricordo in particolare di quegli anni: “Ce ne sono tanti, ma ricordo con particolare emozione il mio ultimo giorno, a fine dicembre dello scorso anno. Per salutare i colleghi feci un piccolo rinfresco. Tutti i colleghi, a giro, spesero due parole per me: fu bello sapere di aver lasciato in loro qualcosa, come loro hanno lasciato qualcosa dentro di me”.

A gennaio di quest’anno, infine, comincia una nuova esperienza, a Civitella Casanova, la prima da direttore: “Questa volta mi sentivo pronto, anzi sentivo il bisogno di fare questo tipo di esperienza perché nel lavoro l’ambizione è importante e dopo otto anni volemo cimentarmi in questo ruolo di direttore monoperatore, in cui la mansione dell’operatore e del direttore coesistono in un un’unica figura. Sento ancora maggiori responsabilità, perché l’ufficio di fatto è tutto nelle mie mani, ma devo dire che me la sto cavando”.

Mesi difficili, segnati anche dall’esperienza della pandemia. “È vero, mi sono ritrovato subito a fronteggiare questa situazione e non nego che all’inizio qualche difficoltà nel far rispettare tutte le misure previste c’è stata. Poi per circa un mese, fino al 20 aprile, Civitella è stata anche zona rossa e in quel periodo sono stato spostato su un ufficio di Pescara, mentre nel “mio” ufficio lavorava un collega di Civitella”.

Nella difficoltà, però, un aspetto positivo: “Ho avvertito più umanità tra le persone che venivano in ufficio, anche nei confronti del mio ruolo e dell’azienda. Era tutto chiuso, ma noi c’eravamo: quella di Poste è una presenza importante nelle piccole comunità, radicata, e sapere che siamo un riferimento ci onora e ci responsabilizza ancora di più”.

Poste Italiane – Media Relations

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