A scuola il rischio é alto. Il contagio è un nemico perfido che non risparmia nemmeno un ambiente sano come quello educativo. Sull’ipotesi di tornare alla teledidattica, con i numeri del virus in costante risalita, è il caso, però, di riflettere a fondo.  Lo dice a parole chiare lo Snals attraverso il suo segretario regionale Carlo Frascari. “L’emergenza COVID in Abruzzo” conferma il massimo dirigente dello Snals regionale,” ha rialzato la testa. Gli ultimi dati, in effetti, indicano un numero di positivi allarmante, soprattutto tenendo conto della percentuale ( 5%) sui tamponi effettuati.

A questo punto“, confessa Frascari, ” non possiamo nasconderci che la riapertura delle scuole ha inciso non poco sulla crescita dei contagi, non tanto per la frequenza negli istituti ma per l’incidenza del rischio dovuta agli spostamenti per raggiungere le scuole e nelle dinamiche degli ingressi ed uscite da queste. Una riflessione“, aggiunge il segretario abruzzese del sindacato autonomo della scuola, ” che è stata posta dal presidente della Giunta Marsilio e che condividiamo. In tal senso è giusto ormai porre la questione se non sia più logico che almeno le classi del secondo triennio degli istituti superiori possano tornare alla didattica a distanza, fino a quando la curva dei contagi non rallenta.

Gli studenti, data l’età“, conclude Frascari, ” sono maggiormente indipendenti nell’uso dei terminali elettronici e subirebbero molto meno l’impatto psicologico, che certamente esiste per l’assenza delle lezioni in presenza”. Arroccarsi su posizioni di principio (la DAD mai!) sembra una posizione da irresponsabili in questa fase delicata che invece chiede responsabilità a tutti”.

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