PENNE – Fuori dalla zona rossa speciale, ma non fuori dall’emergenza sanitaria che per i ventimila vestini resta attualissima. I seimila pennesi che lavorano fuori città sono dunque tornati ad uscire potendo mostrare agli eventuali controlli un’autocertifcazione regolarmente motivata; per i ventiquattro giorni di cordone sanitario ciò non è stato consentito se non attraverso deroghe autorizzate dal sindaco, ma solo a particolari categorie di lavoratori con più di una polemica. Il trasporto pubblico è tornato a funzionare. Restano chiusi i tre stabilimenti sartoriali vestini di Brioni che, salvo anticipi, torneranno a produrre il 4 maggio. Nella struttura di Montebello di Bertona una cinquantina di lavoratori (team Filo Rosso) su base volontaria comincerà a produrre mascherine con il filo rosso. A Civitella Casanova, paese anch’esso liberato dalla zona rossa speciale insieme a Farindola e Montebello di Bertona, il sindaco non voleva uscirne. “Non sono per nulla d’accordo con questa scelta. Da me ci sono 36 casi di contagio e una ventina di tamponi in attesa dell’esito”, ha spiegato Marco D’Andrea. Per l’amministrazione pennese invece la fine del cordone sanitario era quasi un atto dovuto da parte della Regione. La Asl l”ha spiegato così:“La valutazione del numero dei casi  e  dei trend ad essi associati nei vari comuni della provincia, relativo all’ultima settimana di osservazione, permette di evidenziare in senso generale un ulteriore rallentamento delle nuove diagnosi anche nelle zone urbane più popolose”. Una lettera a Regione ed Asl del vice sindaco Vincenzo Ferrante e dell’assessore alla sanità Pina Tulli ha di nuovo ribadito la primaria esigenza di monitorare la popolazione.

Tamponi o test sierologici più agevoli hanno chiesto i due amministratori per chiarire lo stato di salute della comunità pennese che conta dieci vittime e 131 positivi (116 pennesi) al Covid-19, 18 i ricoverati di cui cinque in rianimazione (uno a L’Aquila), 52 i guariti. Tutti guardano adesso al governo e alla Regione per ottenere un ristoro.

“Programmiamo la fase 2. Mi sentirò con gli operatori economici e con i sindacati per modulare gli interventi comunali. Subito daremo 11 mila euro per andare incontro alle difficoltà di pagamento delle bollette, mentre altri 7.500 euro serviranno per gli aiuti agli esercenti. Entro il 5 maggio approveremo in consiglio il bilancio 2020 con le  misure fiscali varate”, ha sostenuto Gilberto Petrucci, assessore alle attività produttive ed al bilancio. 

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