“In Francia per tutelare dei territori particolarmente vocati per la viticoltura, hanno spostato delle autostrade. Qui invece, non solo non accade tutto questo. Ma accade esattamente il contrario”
In queste parole, pronunciate da Francesco Paolo Valentini a seguito della scoperta dell’ennesimo possibile colpo al territorio di Loreto Aprutino, si racchiude il pensiero del Comitato Difendiamo Loreto circa la possibilità che vada in porto il progetto presentato in Regione dalla Società Agricola Mantovana, Gruppo Amadori, per la ristrutturazione e riconversione di un pollaio distrutto da una nevicata nel 2015 in un allevamento intensivo di suini per 2000 scrofe da riproduzione.

Sembra chiudersi un cerchio: quello aperto a novembre, con il progetto per la realizzazione di un biodigestore anaerobico da 62.000 tonnellate di rifiuti misti alimentato appunto da letame, liquami, forsu e residui agricoli. 

“Questo è un territorio da attenzionare e da proteggere: e infatti esistono diversi vincoli. C’è un vincolo archeologico data la presenza di una torre normanna del X secolo ( Torre del Poggio)  e dell’ abitato altomedioevale Podium Rahonis; c’è  un vincolo per essere questa una zona agricola di pregio riconosciuta da PRG del 2013 dopo che già negli anni 80 Luigi Veronelli la includeva negli unici 3 cru d’Abruzzo; c’è infine un vincolo idrogeologico essendo il territorio particolarmente soggetto a frane”. 
La Presidentessa del Comitato - Antonella Di Tonno - esprime sgomento nell’apprendere che, ancora una volta, Loreto Aprutino sia un territorio da difendere. 

Un impianto di tale portata, oltre che arrecare evidenti danni ai produttori agricoli e agriturismi limitrofi, creerebbe una situazione al limite della vivibilità a causa del forte impatto odorigeno che affliggerebbe un’area non solo ad alta vocazione agricola, ma anche ad elevata densità abitativa. 
“Ci rincuora la notizia di un preavviso di archiviazione espresso dalla Regione Abruzzo oltre alla chiara posizione espressa dal Sindaco di Loreto Aprutino in senso assolutamente contrario alla variante al piano regolatore che permetta un declassamento della zona da agricola di pregio ad agricola, permettendo cosi di fatto la costruzione della mega porcilaia."