PENNE – Vince largamente la linea della flessibilità a 32 ore settimanali per i lavoratori a tempo pieno ed a 16 per quelli part time. L'esito del referendum indetto in Brioni dai sindacati premia la prima proposta, mentre boccia nettamente quella che prevedeva 34 ore e 18 ore per i part time.

Si sono espressi 749 lavoratori sui 913 aventi diritto: 500 i sì raccolti dalla proposta più votata, 225 dall'altra. Cgil, Cisl ed Uil stanno riflettendo sul da farsi dopo che l'altra sera era saltato l'accordo dopo la presentazione del piano industriale da parte dell'amministratore delegato Fabrizio Malverdi: le trattative infatti si sono chiuse senza raggiungere una ipotesi di accordo con le organizzazioni sindacali, anche appunto sulla flessibilità. Da qui la necessità di ascoltare la base. “Non siamo convinti di aver raggiunto il miglior risultato possibile e dunque giovedì ne discuteremo con le maestranze in assemblea”, avevano scritto in una dichiarazione congiunta i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Nella discussione con l'azienda è emersa una seria e grave difficoltà economica che ha dato pochissimi margini di trattativa. Non rilascia dichiarazioni in questa fase Fabrizio Malverdi, amministratore delegato dell'alta sartoria maschile. A fine anno scade l'accordo anti licenziamenti firmato i l4 aprile 2016 che scongiurò i 400 esuberi forzati annunciati da Brioni, dal 2012 controllata dalla multinazionale francese di diritto olandese, Kering. Tutte le dinamiche aziendali, dai volumi alla sicurezza sul lavoro, sono oggetto di attenzione da parte delle segreterie provinciali.

B.Lup.