Non è nostra consuetudine dedicare un messaggio di cordoglio. Non lo facciamo nell’edizione cartacea, né tantomeno in questa online. Ma oggi il dardo del lutto ha colpito un nostro lettore, un amico, una figura che ha contribuito alla storia di Loreto Aprutino e che ogni giorno ci abitua al vezzo di scoprire aneddoti e racconti del passato. Lo avevamo intervistato nel mese di marzo per farci raccontare le sue impressioni sulla pandemia e su come stesse vivendo l’isolamento, lui, esempio vivente della socialità e della convivialità del  piccolo paese, contraltare di una scansione degli attimi lenta e a volte monotona.

E allora caro Corrado, in questo momento in cui quella stessa vita che tu onori con lealtà e vigore ti ha  inspiegabilmente colpito nel ruolo di nonno e padre per la seconda volta portandoti via la dolce Giulia, portandola via alla tua amata Giuseppina, a Paride, a Dina, a Serena, a noi tutti che ti vogliamo  bene, sappi che di questo stesso bene colmeremo ogni attimo che verrà e se non c’è consolazione o riparo sicuro alla sofferenza, c’è l’impegno nel futuro a quella parola che tu ami tanto e che è la condivisione. Di un dolore. Ci troverai tra le pieghe di quella ferita quando non smetterà di bruciare sperando che l’energia dell’amore e dell’amicizia ti usino come conduttore per riversare la forza a tutta la famiglia.

Infinitamente

l’editore, il direttore e tutta la

redazione de Lacerba

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