Errata Corrige all'articolo del numero 8 del 18/12/2011

Il nuoto e’ uno tra gli sport più praticati dai bambini e dai ragazzi in età evolutiva . E’sicuramente uno sport completo in quanto coinvolge un gran numero di muscoli durante la pratica con  grande giovamento dell’apparato cardio-circolatorio e respiratorio. E’ uno sport che porta notevoli benefici ma è importante porre l’attenzione sul fatto che ancora oggi il nuoto viene consigliato ai bambini scoliotici o con problemi posturali. La scoliosi comporta una rotazione di alcune vertebre rispetto ad altre con conseguente rotazione delle coste articolate con queste vertebre.

 

L’insieme delle  vertebre e delle rispettive coste genera una deformazione della gabbia toracica denominata gibbo (a livello toracico) o salienza (a livello lombare). Quando il gibbo supera i 10 mm di altezza (bambino posto in flessione anteriore da in piedi), la deformazione toracica e’ tale che qualsiasi lavoro dei muscoli del torace si ripercuote sulla rotazione vertebrale aggravandola. Questo è stato dimostrato scientificamente da Geyer e da Vercauteren, la dimostrazione è basata sul fatto che la gabbia toracica è simile a due cilindri asimmetrici, uno di diametro interno più corto dell’altro; ebbene è il cilindro di diametro più corto (l’emitorace più deformato) che subisce la maggiore forza di rotazione nel senso dell’aggravamento. Tale rotazione si instaura con il movimento dei muscoli respiratori, più si inspira ed espira maggiore è la rotazione dell’emitorace già deformato.

Questi studi hanno distrutto una nostra certezza, e cioè che il nuoto sia una terapia della scoliosi. Già questo è abbastanza per sconsigliare il nuoto agli scoliotici ma c’è da aggiungere che l’atteggiamento scoliotico può essere migliorato (non corretta se è scoliosi) se si persegue l’acquisizione di una  postura corretta,  ma come si fa a fare della ginnastica posturale in acqua se la forza di gravità è molto attenuata, anzi quasi assente? Addirittura  si pretende che il nuoto migliori la scoliosi ma sappiamo dall’esperienza che per derotare un segmento vertebrale abbiamo bisogno di punti fissi come la spalliera, il pavimento, le cinghie che ci vincolano un arto, i corsetti con le pelote interne, ecc., in acqua dove andiamo a vincolarci? Poi c’è da dire che sia nelle nuotate  in decubito prono che  in quelle in decubito supino si verifica sempre un’accentuazione delle curve sagittali, la lordosi lombare in modo particolare e, in una scoliosi seria, la lordosi lombare si estende sempre a livello dorsale. Il nuoto non è una terapia della scoliosi, è invece una forma di attività  fisica che, come tutte le altre, ha indicazioni e controindicazioni.

L'importante è utilizzarlo come strumento utile in rapporto alle esigenze del paziente. Il nuoto è indicato nella fase di preparazione al corsetto e nella scoliosi in corsetto, perché mobilizza la colonna e, di conseguenza, permette al corsetto di realizzare una migliore correzione della deformità e stimola e sviluppa la funzione cardiorespiratoria, ridotta dall'azione costrittiva del busto sul torace. Il nuoto non sviluppa le funzioni neuromotorie e muscolari antigravitarie, perchè si pratica in ambiente al di fuori della forza di gravità e, in alcuni stili, come rana e delfino, porta la colonna in estensione, cioè nel senso che evolve la deformità  scoliotica sul piano sagittale.

E' invece consigliabile abbinare dopo un primo ciclo abbastanza lungo di ginnastica posturale selettiva, individualizzata e mirata al tipo di condizione del paziente e protratta nel tempo, il nuoto come attività integrativa. A patto che già nel primo ciclo il paziente abbia recuperato una discreta condizione posturale. I grandi nuotatori del passato come Mark Spitz o Gross, che passavano ore in acqua e facevano ben poco fuori, avevano tutti dei dorsi curvi. I nuotatori di oggi invece stanno belli diritti perché fanno anche tanto lavoro a secco con i pesi. Il nuoto infatti è uno sport molto completo per gli arti, per cuore e polmoni, ma non per la schiena: la colonna è progettata per affrontare la forza di gravità ed a questo la si deve allenare. Mettendosi in acqua si toglie il peso sulle spalle: utile in fase acuta, ma inutile per allenare la schiena. Tutto ciò non deve però sminuire l’importanza  formativa che  questo sport esercita sui ragazzi, oggi la società ci impone la sedentarietà, ci rende ipocinetici sin da fanciulli, lo sport è l’unica arma che abbiamo per contrastare questo fenomeno; quindi ben vengano tutti gli sport purchè abbiano l’aspetto bio-meccanico conforme alla fisiologia e alla psiche dei nostri ragazzi. Usciamo dalla convinzione che il nuoto favorisca la riduzione del problema assiale ossia della scoliosi, nulla di più inesatto!

A.S.D. CHINESISPORT

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