PENNE – Dopo l’ascensore, arriva all’ex Inail l’agibilità per l’Utap, quartier generale dei medici di famiglia lì ospitati gratis ed incentivati economicamente.

 

Ma c’è anche la notizia che l’Utap ha un futuro oltre la sperimentazione triennale, che scadrà fra qualche mese, avviata nel 2007 quando al governo regionale c’era l’accoppiata democratica Del Turco-Mazzocca con Balestrino direttore generale della Asl, l’unica in Abruzzo ad attivare ben due Utap fra l’urbana Penne e la periferica Scafa il cui distretto sanitario è nell’occhio del ciclone per la clientelare gestione Alderighi. “L’Utap entrerà nelle spese correnti della Asl”, ha infatti annunciato Claudio D’Amario, il successore di Balestrino al timone della Asl. Lacerba lo rivelò due anni fa. Il medico promotore dell’operazione Utap, ma quand’era assessore provinciale del Pd, è Antonello De Vico, sindaco per l’Udc di Farindola e presidente della consulta socio-sanitaria vestina. Nel commentare entusiasticamente la visita nella palazzina di via Caselli della chiacchierata sub commissaria Giovanna Baraldi, che ha distribuito elogi all’organizzazione sanitaria locale, De Vico se l’è presa anche con certi “pseudo legali e pseudo sindacalisti pennesi”. Ce l’aveva forse con l’avvocato Claudio Di Tonno che, per l’associazione Codici, ha curato l’invio di un esposto alla procura della Repubblica e ai Nas sull’inagibilità dell’Utap durata oltre due anni, chiedendo alla Asl un rendiconto? Gli strali devichiani paiono diretti anche all’indirizzo di Francesco D’Ambrosio della Cisl, che aveva osato criticare l’Utap in consiglio comunale?Vedremo se gli pseudi, cioè falsi, reagiranno. Come garba ai medici di base pennesi: con una querela. (foto De Vico)

 

 

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