Penne – In vista del prossimo consiglio comunale straordinario, in programma domani, martedì 20 dicembre 2011, il Pdl di Penne chiederà all’assessore al bilancio di fare chiarezza sull’aumento della Tarsu. “Da una attenta analisi contabile, l’aumento della Tarsu a Penne non è legato all’incremento dei costi, che, l’assessore comunale al bilancio e il sindaco Rocco D’ Alfonso, vogliono invece propinare ai pennesi.

 

Al contrario, si registra ancora una volta grave inefficienza amministrativa”. Così, il coordinatore cittadino del Pdl, Antonio Baldacchini, in merito al consiglio comunale straordinario di domani. “Sfugge il nesso di causalità, infatti, tra l’incremento delle bollette del 46,2% con l’ aumento di sole 163 tonnellate (70 dei quali solo ad agosto, secondo l’ assessore) di rifiuti (+3,85%) nel 2011, sulle precedenti 4.237 tonnellate (previsione annuale storica). Ciò avrebbe causato un costo stimato dall’Amministrazione comunale di 30 mila euro (169,09 euro, iva compresa al 10%, a tonnellata). E’ evidente che non c’entra la maggiore produzione di rifiuti, al cui proposito, stando ai dati disponibili da Ecoemme, negli ultimi anni, i rifiuti solidi urbani di Penne ammontarono, rispettivamente, a tonnellate 4.466 (anno 2007), 4.460 (2008) e 4.404 (2009), mentre quelli differenziati a 646,5 (anno 2007) – 775,7 (2008) e 748,9 (2009) tonnellate. Solo oggi, quindi, l’ amministrazione comunale di centrosinistra ha deciso di aumentare del 46,2% la tariffa, e in passato? A Penne, è bene ricordarlo, si paga la spazzatura più cara della provincia di Pescara: 2,50 euro al metro quadro (in altri centri, si paga addirittura a persona, anche questa è un’altra anomalia di Penne!).

Non si potevano spalmare diversamente i 30 mila euro di eccedenza? Come dire, il sindaco D’Alfonso e l’ assessore comunale al Bilancio, tale Valeria Di Luca, hanno ancora una volta confuso lucciole per lanterne”. Ma c’è di più: “In Comune, la Deco, socio privato della Ecoemme, ha notificato lo scorso 11 novembre 2011 un decreto ingiuntivo di 988.204,97 euro, oltre naturalmente a interessi e spese legali che matureranno in futuro, per i mancati pagamenti dei canoni contrattuali alla società Ecoemme, che gestisce la raccolta dei rifiuti. I pennesi, dunque, pagano le bollette più care della Provincia di Pescara, e poi, il Comune non versa le competenze. Che fine fanno i soldi? Nel frattempo, questa amministrazione non avvia una vera politica ambientale mirata a raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata (oggi è ferma al 13%) che farebbero abbassare i costi delle bollette e carica le inefficienze amministrative sui pennesi. Inoltre, sempre in tema di politiche ambientali, la Regione Abruzzo, guidata dal centrodestra, ha concesso invece al Comune di Penne un finanziamento di 3.215.068,40 euro per bonificare la discarica di Colle Freddo, i cui lavori saranno aperti nel primo trimestre del 2012. Alla luce di tutto ciò – conclude Baldacchini – chiediamo all’ Assessore comunale al Bilancio di fare chiarezza su questo aumento repentino delle bollette”.

 

Antonio Baldacchini

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