Il Comune di Spoltore ha ricevuto un’offerta per l’ex palazzo municipale di via delle Rose: è di 216.216 mila euro l’importo indicato nella busta consegnata da Trendy srl per aggiudicarsi l’immobile. La procedura sarà perfezionata non appena versata la somma al Comune e firmato il contratto di conformità. “Le risorse che arriveranno dalla vendita del palazzo saranno ossigeno per la nostra città” spiega il vice sindaco Chiara Trulli (nella foto).

“Come avevamo promesso ai cittadini e alle associazioni, l’introito della vendita è vincolato alla riqualificazione del nostro centro storico. In particolare con la somma ricavata dallo stabile in via delle Rose potremo coprire larga parte dei costi di ristrutturazione dei locali in Piazza D’Albenzio per farne un polo culturale a disposizione delle associazioni, e rilanciare così la vocazione culturale e turistica del centro storico. Andiamo ad aggiungere un tassello al progetto per ridare centralità al borgo di Spoltore: in quest’ottica vanno visti non solo i lavori di rifacimento della stessa Piazza D’Albenzio, ma anche la nuova viabilità e i nuovi parcheggi in via del Castello”.

L’asta per il vecchio palazzo era stata prevista nell’ambito del piano di alienazioni pensato in funzione di una serie di aree da riqualificare. Gli altri 4 lotti previsti all’asta, strutturata ad offerte segrete, non hanno ricevuto offerte. Il piano dell’amministrazione per il Centro Storico è stato già presentato e discusso durante un incontro pubblico con la cittadinanza all’inizio della scorsa primavera, nella sede della Soms.

L’ex municipio (chiamato anche “Palazzo Toppi”) è abbandonato dal 1969: la speranza è che possa ospitare adesso una struttura attrattiva anche per la vita sociale del centro storico. Alla vendita è stata interessata anche la commissione regionale per il Patrimonio culturale dell’Abruzzo, che ha dato la sua autorizzazione: il palazzo resta comunque vincolato dal punto di vista architettonico, inoltre l’acquirente dovrà mantenerlo in condizioni di decoro (attraverso interventi di manutenzione ordinaria, restauro e risanamento conservativo) e dovrà garantire la fruizione pubblica del bene. Qualsiasi intervento strutturale nel palazzo dovrà essere prima autorizzato dalla Soprintendenza e inoltre non saranno possibili attività al suo interno “non compatibili con il carattere storico e artistico del bene”.

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