RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – La visita, anzi la passerella andata in scena a Penne nei giorni scorsi con Marsilio, Verì, Sospiri, D’Incecco, Testa e De Renzis e la complicità degli amministratori locali è stata alquanto buffonesca. Basti pensare che l’Assessore regionale alla Sanità ha dichiarato che nella giornata del 27.05.2020 erano stati dimessi tutti i pazienti Covid ricoverati nel San Massimo e che questo sarebbe potuto tornare alla attività “ordinaria”. Tuttavia, anche questa è una menzogna, essendo, purtroppo, ancora ricoverati alcuni pazienti Covid nel presidio ospedaliero vestino. Quel che, però, fa realmente rabbia è il fatto che tutti gli esponenti regionali abbiano profuso elogi e ringraziamenti al personale sanitario del San Massimo, ma tali belle parole sono state rivolte alla stampa e non ai diretti interessati. Infatti nessun amministratore regionale si è degnato di far visita all’Ospedale San Massimo, per settimane trasformato in Covid Hospital ed anche gli amministratori comunali se ne sono tenuti alla larga. Uno dei pochi ospedali non degni di una visita istituzionale. Questa destra regionale ha definitivamente gettato la maschera. Anche il presidente dell’associazione “Salviamo l’Ospedale di Penne”, il quale aveva sostenuto l’elezione di questa giunta regionale addirittura dedicando all’Assessore Verì un corteo festoso con tanto di balli e musica, oggi ne chiede le immediate dimissioni. La stessa maggioranza comunale, che in passato non perdeva occasione per rivendicare il tanto auspicato cambio di passo di questa giunta regionale rispetto al passato, sul tema San Massimo è insolitamente silente, eccezion fatta per qualche frase di facciata. Tuttavia, l’Assessore Regionale dovrebbe spiegare perché, nonostante le ingenti risorse stanziate dal Governo centrale, non si è messa in atto una massiccia azione di assunzione di personale medico ed infermieristico in numero adeguato a far funzionare tutti i servizi presenti nel San Massimo. È quanto mai utile ricordare che medici, infermieri e O.S.S. stanno attualmente sopperendo a tali mancanze con turni straordinari e non possono neanche godere delle ferie che gli spetterebbero di diritto, altrimenti interi reparti rischierebbero la paralisi. L’assessore Verì, stante l’importanza dei servizi di diagnostica, dovrebbe anche garantire la corretta funzionalità dei servizi “operativi” assumendo immediatamente il personale necessario e investendo in strumentazione all’avanguardia. Infatti, prima ancora che di parlare di servizi aggiuntivi, sarebbe utile far funzionare alla massima potenzialità quelli già presenti. Questa destra non ha fatto nulla per il San Massimo, bisogna essere chiari e netti. Le stesse promesse di riqualificazione o di riattivazione di reparti e servizi adesso vengono pronunciati a mezza bocca. Tanto da essere costretti quasi a fare una visita istituzionale a porte chiuse, un breve saluto e poi via da Penne, dove comunque hanno ottenuto un discreto risultato elettorale. Il tutto sta avendo anche la complicità dell’amministrazione comunale, sempre pronta a ruggire contro il Partito Democratico, ma dalla linea morbida verso le politiche regionali. Gli stessi 12 milioni da utilizzare per interventi strutturali, che oggi la destra sbandiera quali propri risultati, sono frutto del lavoro messo in campo negli anni scorsi dai governi nazionali e regionali di centrosinistra. È, in ogni caso, non vi sono certe sui tempi di realizzazione delle opere. Questa promessa ha tutta l’aria di essere un piccolo contentino, solo per aver qualche risultato da annunciare, nella vana speranza che questo faccia dimenticare tutto il non fatto.  Inoltre, questa destra, al contrario di quel che dichiara, ha solo aumentato i debiti in ambito sanitario, facendoci tornare indietro di molti anni.

Andrea Vecchiotti, segretario PD-Circolo di Penne

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