LA FOTO USATA È DI REPERTORIO E SI RIFERISCE A SITUAZIONE PRECEDENTE AL COVID

La Consulta giovani a Loreto Aprutino, nasce votata all’unanimità dal consiglio comunale di Loreto Aprutino il 16 aprile 2019. Plaudiamo a mani piene, guai se non ci fosse un ricambio generazionale ma, soprattutto, guai a continuare ad accettare che un diciottenne su due non vada a votare. Ma perché così tanto i giovani si sono allontanati dalla politica, non se ne interessano e non partecipano alla vita amministrativa? Da una parte c’è sicuramente una sublimazione dei valori idealistici che, connaturati alla giovane età, si scontra inevitabilmente con una politica che, troppo spesso ha sacrificato i principi sull’altare di un pragmatismo vecchio e compromesso, dall’altro la constatazione che, di quel fuoco acceso dal 1968 è rimasta solo cenere, i giovani e quello che dovevano rappresentare sono stati messi all’angolo.
Arriviamo così alla bellissima iniziativa di Loreto: nasce una consulta e, dopo due anni, finalmente, in base alle norme dello Statuto, si riunisce in assemblea e vota il suo segretario, Davide Di Zio mentre il Presidente è, di diritto, l’Assessore o Consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Loreto Aprutino, che dura in carica per tutto il suo mandato, in questo caso Federico Acconciamessa, esponente locale di Articolo Uno, il Partito nato, nel 2017, dall’esodo del Pd renziano e fondato da Speranza-che ne è anche segretario-Bersani e D’Alema.
Perché di questa nascita della Consulta nessuno, a partire dal 2019, ne ha saputo nulla? Eppure, si legge nello Statuto, l’organo principale è l’assemblea composta da tutti i giovani comunitari ed extracomunitari residenti a Loreto Aprutino con età compresa tra i 14 ed i 30 anni dietro esplicita richiesta scritta, da inoltrare al Protocollo del Comune, indirizzata al Presidente della Consulta Giovanile e per conoscenza al Segretario.
In fase di prima istituzione della Consulta, le richieste vanno indirizzate all’Assessore o Consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Loreto Aprutino. Il termine delle iscrizioni è fissato a 30 giorni dopo l’entrata in vigore del presente Statuto. Trascorso tale termine, l’Assemblea della Consulta Giovanile può insediarsi dopo regolare convocazione effettuata dal delegato alle politiche giovanili del Comune di Loreto Aprutino.

Nessun comunicato, nessuna diffusione neanche attraverso i social, nessuna assemblea pubblica.
Plaudiamo talmente all’iniziativa di coinvolgimento dei giovani, la sosteniamo e ne speriamo l’ampliamento,  invitiamo tutti i giovani a partecipare. Ci auguriamo che veramente questa consulta, seppur nasca attraverso un linguaggio fin troppo da “adulto politichese”, rappresenti quella ventata di cambio di paradigma nel coinvolgimento democratico di tutti.
L’art. 6 dello Statuto –il Presidente dell’Assemblea Consulta Giovanile è di diritto l’Assessore o Consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Loreto Aprutino, che dura in carica per tutto il suo mandato– un po’ di perplessità le suggerisce. Quel di diritto ci sa già di troppo patriarcale.
Perché, come si legge in tanti altri statuti, il Presidente non viene eletto a maggioranza dalla stessa Assemblea? Perché la consulta, in molti si chiedono, si mette in moto dopo due anni (aprile del 2019 ) dalla sua votazione in Consiglio comunale? Certo, nel 2020 a causa della Pandemia il progetto è stato messo in pausa, ma negli otto mesi del 2019, da maggio a dicembre, c’era tutto il tempo per operare, come poteva essere ripreso il progetto anche nei mesi post lockdown, da maggio ad ottobre del 2020.
Forse Acconciamessa aspirava a guidare la consulta con una investitura da assessore? L’art 6 parrebbe confortare l’ipotesi. Basti ricordare che lo stesso Starinieri, sulle pagine de Il Centro, aveva preannunciato la rotazione in giunta pregiudicata da inaspettatate dinamiche interne alla maggioranza.
Questo spiegherebbe anche il silenzio da parte di Acconciamessa, sulle tante decisioni prese da questa giunta che andavano in qualche modo contro la logica dei sistemi valoriali dei giovani e anche di quelli che lo avevano votato scegliendo proprio le significazioni legate al mondo civico fino alla mobilitazione popolare per i grandi temi legati all’ecologia, alla cultura, alla rinascita del centro storico, ad uno spazio che fosse solo per loro. Temi che, in questi tre anni, hanno fatto perdere tanto consenso al giovane consigliere da parte di tantissimi suoi coetanei che, già dal 2017, lo avevano sostenuto.
Crediamo talmente tanto nei giovani e nella loro libertà che ci auguriamo sempre che sappiano, metaforicamente, ribaltare i tavoli delle decisioni, prendere a calci i muri costruiti dalle oligarchie politiche e, infine, sappiano unire tutti nella loro posizione di privilegio cronologico, meno giovani e anziani, donne e bambini, brontoloni e compiacenti, i critici ed i polemici. Convinceteci tutti, nell’ascolto sociale vero e nella ricostruzione di una cittadinanza. La politica faccia la politica, il popolo deve essere popolo.

Una ennesima e già nota campagna elettorale non la reggeremmo. Sebbene questi ultimi due anni della giunta Starinieri si preannunciano ricchi di novità, di cantieri che si riapriranno, di strade che saranno aggiustate. Tanto da farci agognare la riforma delle rifome: per far funzionare le cose dovremmo essere sempre  e costantemente in campagna elettorale!

G.B.

 

Pin It on Pinterest

Share This