Ci sono molti modi di fare politica. C’è chi, avendo avuto il mandato dagli elettori, si impegna a risolvere i problemi amministrativi e finanziari nell’interesse della comunità, chi pur all’opposizione interloquisce con i centri decisionali per suggerire provvedimenti migliorativi e chi, invece, si dedica esclusivamente ad agitare polveroni per fare solo bassa demagogia e populismo da quattro soldi.

 

E’ il caso del comunicato stampa apparso sul Centro del 1° ottobre con il quale il sedicente coordinatore cittadino del PDL collega la richiesta fatta dal Comune di Penne al Ministero della Giustizia per il rimborso di un credito di circa 312.000 euro – dovuti per anticipazioni fatte dal Comune stesso per il funzionamento degli uffici giudiziari – alla possibilità che il Ministero possa decidere di chiudere la sede distaccata del Tribunale di Penne. Come se, nella visione miope ed ottusa di chi intende la politica come un mero esercizio di favori e gratitudini, il chiedere la restituzione di un debito potesse prefigurare la causa di una ritorsione istituzionale che niente ha a che fare con una corretta gestione della cosa pubblica.

Ma non è solo questo quello che stupisce nel comunicato del PDL pennese. Stupisce anche la mancanza di conoscenza di quanto il Governo nazionale, appunto targato PDL, ha inserito, ad opera del Guardasigilli Nitto Palma, nella manovra finanziaria recentemente approvata dal Parlamento.

Nello specifico, gli obiettivi di razionalizzazione degli uffici giudiziari dovranno essere ottenuti attraverso ''la riduzione degli uffici giudiziari di primo grado'', mantenendo comunque i tribunali ordinari nei comuni capoluogo di Provincia. In tal senso, è prevista la possibilità di provvedere alla ''soppressione'' o alla ''riduzione'' delle sezioni distaccate di tribunale. Viene inoltre previsto di ridefinire l'assetto degli uffici territoriali, ''tenendo conto dell'estensione del territorio e del numero di abitanti''.

Ipotizzare, attraverso una funambolica capriola retorica , come fa il coordinatore del PDL di Penne, che la decisione del SUO Governo centrale, tesa a sopprimere le sedi distaccate dei tribunali sia da ricollegare alla legittima richiesta dell’amministrazione comunale di Penne del pagamento di un debito di 300.000 euro, dimostra alla cittadinanza, una volta di più, quello che è lo spessore culturale e morale di un partito che a livello centrale non riesce a tagliare le rendite ed i costi della politica e che invece, a livello locale, gioca sulla demagogia e sull’ambiguità, nell’arduo tentativo di recuperare una credibilità ormai gravemente compromessa agli occhi dell’elettorato.

Comunicato stampa Piero De Bonis, coordinatore del PD pennese

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