PENNE – Verso il 28 febbraio. E' la data in cui il giudice dell'udienza preliminare GIanluca Sarandrea deciderà se rinviare a giudizio, o meno, gli attuali indagati nei vari filoni dell'inchiesta Vestina che scoppiò clamorosamente nell'aprile 2010 e che vede coinvolti ex ed attuali amministratori comunali, ex ed attuali responsabili di settore, imprenditori.

 

C'è attesa per verificare come si comporterà la giunta D'Alfonso, se cioè opterà per la costituzione di parte civile allo scopo di tutelare l'immagine dell'ente pennese. D'Alfonso fu piuttosto sollecito nel costituire parte civile, nella vicenda della "mare-monti", il Comune che guida dal maggio scorso condividendo la mozione presentata da Sinistra ecologia e libertà, votata solo dalle opposizioni e per l'attuale maggioranza di "Per Penne" dal solo Gabriele Pasqualone. "L'attività processuale-osserva Matteo Tresca, unico consigliere comunale di minoranza per PenneSì ed ex presidente dell'assemblea cittadina- serve in genere a fare chiarezza dei comportamenti degli amministratori, il controllo di legalità sull'azione amministrativa non va temuto ed in alcuni casi appare, oltre che dovuto per legge, anche eticamente opportuno. Nello specifico, mi rimetto alla valutazione che nei prossimi giorni faranno le forze politiche che hanno promosso e fanno parte del nostro guppo consiliare".

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