PENNE – Nello scontro al tribunale amministrativo l’immobiliare Pierdomenico ha la meglio sul Comune. Per l’ente non valeva più, poiché scaduto, quel permesso di costruire rilasciato alla ditta l’8 febbraio 2008, il cui inizio lavori era previsto per il 18 marzo. Oggetto: le modifiche interne ed il completamento dei lavori delle abitazioni al terzo piano ed alla mansarda del palazzo, a San Francesco, dove c’è “Acqua & Sapone”.

 

Il Tar di Pescara il 16 dicembre scorso ha dunque accolto il ricorso presentato dai Pierdomenico ai quali l’8 luglio i giudici amministrativi avevano negato la sospensiva. Il collegio, presieduto dal dottor Umberto Zuballi, ha dunque annullato il provvedimento del 28 aprile 2010, firmato dall’architetto comunale Antonio Mergiotti, con cui si dichiarava decaduto quel permesso di costruire. Ed ancora: condannato il Comune a pagare ai ricorrenti tremila euro di spese. Per gli imprenditori si trattava di una motivata richiesta di proroga cui hanno allegato la denuncia di inizio attività.

Antonio Mergiotti, dirigente dell’urbanistica, aveva risposto picche: per lui era solo un espediente, non ricorrendo affatto le condizioni per una proroga. Secondo il Tar però“la disposta ed impugnata decadenza costituisce un provvedimento del tutto diverso da quello richiesto nella denuncia di inizio attività dell’8 marzo 2010 e quindi necessitava, ai fini della sua legittima adozione, della preventiva comunicazione ai sensi della legge 241 del ’90 (trasparenza) che avrebbe permesso alla società ricorrente di poter meglio evidenziare le ragioni della proroga e di contestare le risultanze del sopralluogo comunale ed indicare altri eventuali lavori a ciò idonei e già iniziati nei termini”. La sfida fra avvocati ha visto così prevalere Sabatino Ciprietti per la srl vestina su Giulio Cerceo.

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