Nell’ultimo consiglio comunale di Città Sant’Angelo, tenutosi lo scorso 7 luglio, abbiamo assistito a qualcosa di assolutamente inaccettabile. Le frasi  pronunciate nei confronti della consigliera d’opposizione del gruppo del Partito Democratico, Catia Ciavattella, nel silenzio totale del Presidente del Consiglio Comunale, sono state irrispettose e fuori da ogni ruolo istituzionale. Il Partito Democratico chiede le scuse nei confronti della consigliera, oltre che nei confronti di tutto il consesso. Una tale mancanza di rispetto non deve più ripetersi nel luogo di massima rappresentanza istituzionale dell’ente”.

Questo è quanto dichiara Lisa Vadini, segretario del Partito Democratico di Città Sant’Angelo. ” La consigliera Ciavatella è stata tacciata in modo del tutto improprio dal Vice Sindaco Travaglini di “tenere in ostaggio” il consiglio comunale e chi ascolta con i propri interventi e con richieste di chiarimenti, dichiarando che “il consigliere comunale non si fa qui” ed invitandola a rivolgersi agli uffici per svolgere il proprio ruolo”.

” Il Vice Sindaco, quindi, ha dichiarato di trovare “scorretto” porre al competente assessore tali legittime domande nell’ambito di una discussione su un tema essenziale per i cittadini, quale nel caso di specie il nuovo regolamento TARI. Il Vice Sindaco, infine, ha dichiarato: “fatevi vedere negli uffici, non vi vediamo mai purtroppo”. Il tutto – conclude Vadini – senza che il Presidente del Consiglio Plevano intervenisse per ripristinare l’ordine e il rispetto dei ruoli”.

“Nello svolgere la mia attività di opposizionedichiara la consigliera del PD Catia Ciavattellami sono sempre attenuta a quello che è il regolamento del Consiglio Comunale e sono intervenuta sempre quando il Presidente mi ha dato parola. Intendo continuare la mia attività con responsabilità, sollecitando l’amministrazione ogni qualvolta lo ritenga opportuno nell’interesse dei cittadini. Mi preoccupo quotidianamente di svolgere accessi agli atti, richieste di chiarimenti, e di presenziare alle commissioni. Le parole che mi sono state rivolte mi hanno indignato come consigliere. Sono state pronunciate da qualcuno che non riveste il ruolo istituzionale di Presidente, il quale è deputato a tenere i tempi e l’ordine degli interventi. Dopo quelle dichiarazioni ho abbandonato l’aula per manifestare il disappunto rispetto a quella condotta. Quell’aula è di tutti i consiglieri, non solo di quelli di maggioranza, e il consiglio deve svolgersi tutelando le prerogative di tutti coloro che vi siedono, anche di opposizione”.

Quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale ha indignato anche i rappresentanti delle altre forze politiche. Alice Fabbiani e Davide Raggiunti di Sinistra Italiana, che hanno dichiarato: “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla consigliera, chiedendole di continuare il suo ottimo lavoro e non lasciarsi minimamente intimidare da queste azioni arroganti. Se non riescono ad accettare la critica possono benissimo lasciare il posto ad altri oppure decidono di assumere un atteggiamento responsabile degno del ruolo che ricoprono. Chiediamo pertanto le scuse pubbliche, non è questa la politica che vogliamo e la combatteremo. Al presidente del Consiglio comunale chiediamo la massima imparzialità nell’esercizio delle sue funzioni”.

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