Ci sono lezioni che non vengono mai apprese. Purtroppo. E’ il caso di Penne, indicativo di una valutazione insufficiente da parte dell’Amministrazione Comunale delle problematiche ambientali e di tutte le ricadute che una cattiva gestione del territorio rischia di avere sul turismo, sull’utilizzo del suolo.

 

Una nuova discarica è stata scoperta, nei giorni scorsi, in via Santo Spirito. Lo scenario è sempre lo stesso: una vecchia lavatrice abbandonata, sacchetti di spazzatura indifferenziata, vetri rotti. Insomma, l’abitudine di abbandonare selvaggiamente i rifiuti.Uno spettacolo desolante, infatti, è quello che si presenta nelle aree verdi della ex stazione . L’erba è stata letteralmente invasa da cartacce, cicche di sigarette e bottiglie di vetro rotte. Ma non solo. Tra i rifiuti si nascondono anche quelli pericolosi: provette e siringhe.

«Siamo in una zona centrale di Penne, anche densamente abitata e anche con attività commerciali ed è un vero peccato vedere il degrado che regna in quest’area ».

La zona e tra l’ altro a ridosso di Colleromano e l’estate scorsa si è sviluppato anche un incendio. Noi di Sinistra Ecologia e libertà abbiamo da tempo formulato le nostre proposte per affrontare in modo serio il tema della riduzione dei rifiuti. L'amministrazione comunale di Penne dovrebbe attivarsi urgentemente invece di demandare ad altri i propri compiti. Con una recente disposizione il Consiglio dei Ministri del 23/12/2011 ha prorogato al 31/12/2012 il passaggio delle competenze sulla raccolta dei rifiuti dai Comuni alle Province. Come ampiamente prevedibile, la raccolta dei rifiuti resterà ancora per un anno in capo ai Comuni in attesa che la legge in materia sia modificata tenendo conto della riforma, già approvata dal parlamento, che prevede un sostanziale svuotamento dei compiti delle Province, che avranno a regime solo compiti di coordinamento e non più di gestione.

Diventa quindi fondamentale che le amministrazioni locali provvedano ad attivare percorsi virtuosi per la riduzione effettiva della quantità di rifiuti prodotta. Concretamente mediante la pratica del compostaggio domestico vi e' la possibilità del recupero della frazione umida (scarto organici della cucina). In particolare, chiunque possegga un giardino o un pezzo di terreno, puo' farlo con un semplice gesto che riproduce il ciclo della natura, restituendo elementi nutritivi ai nostri terreni i quali, sebbene tradizionalmente fertili, dopo decenni di sfruttamenti intensivi, sono a rischio desertificazione. In natura la sostanza organica non più ‘utile’ (foglie e rami secchi, feci, spoglie di animali) viene decomposta da microrganismi presenti nel terreno che la restituiscono al ciclo naturale, mentre le componenti meno degradabili costituiscono l’humus, una preziosa riserva di nutrimento per le piante che assicura la fertilità del terreno.

Allo stesso modo, con il compostaggio domestico, gli scarti di cucina e gli sfalci di potatura dei nostri giardini sono decomposti grazie alla presenza di batteri aerobici, naturalmente presenti nei terreni, in un processo accelerato che imita il ciclo naturale e produce compost, un terriccio fertilizzante completamente ecologico. L'amministrazione comunale potrebbe incentivare questo sistema acquistando i composter e incentivando i cittadini con una percentuale di sconto sulla Tarsu per chi lo pratica. Anche a Penne, come avviene in moltissime altre realtà anche vicine al nostro territorio, va perseguita la cultura di una corretta gestione dei rifiuti, attraverso il principio di responsabilità condivisa e le quattro regole d’oro della raccolta differenziata: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Sinistra Ecologia Libertà Circolo di Penne-Area Vestina www.sdpenne.it

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