PENNE – Entra nel vivo l’inchiesta sulle quattro villette costruite in più, vendute ed abitate, ma secondo l’accusa violando norme penali ed urbanistiche, vicino allo stadio “Fernando Colangelo”.

 

Sei gli indagati individuati dal Pm Annarita Mantini nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari: due tecnici comunali, l’ingegner Piero Antonacci e il geometra Enzo Di Simone; il costruttore Ettore Pierdomenico; l’ingegner Alessandro Antonacci, fratello di Piero e responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pianella, progettista di Pierdomenico; l’architetto Antonio Mergiotti, già responsabile come esterno dell’ufficio urbanistica comunale; l’ex dipendente comunale Salvatore Camplese, nelle vesti di costruttore per un intervento su un solo lotto. I reati contestati vanno dall’abuso d’ufficio (per i due tecnici comunali e l’ex Mergiotti), all’omessa denuncia (Mergiotti), alla realizzazione di immobili in assenza di concessione o in difformità di essa per Pierdomenico, Camplese ed Alessandro Antonacci. In pratica, secondo i carabinieri della compagnia di Penne coordinata dal capitano Massimiliano Di Pietro, gli immobili costruiti in più nascerebbero dall’attribuzione a Pierdomenico di una superficie coperta edificabile pari a 330 mq. in esubero.

Il tutto perché i permessi di costruire rilasciati da Di Simone, con la regia di Piero Antonacci fra il 2005 e il 2006, si basavano su una delibera della giunta Fornarola nel 2004 che approvò il piano edilizio. Invece, secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere il consiglio comunale ad esprimersi sull’iniziativa urbanistica, facendo scattare ben altro e complesso iter. Mergiotti nel 2008 respinse altre due richieste di Pierdomenico, ma non denunciò l’abuso edilizio e non fermò (nel 2010) i lavori difformi di urbanizzazione, come verbalizzati dai vigili urbani e dall’ufficio tecnico. Per il Comune, parte lesa, una nuova grana. Anche politica: il Pd è il partito dei tecnici coinvolti.

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