PENNE – Il giudice Stefania Ursoleo ha per ora rigettato l'istanza con cui veniva chiesta la prescrizione dagli avvocati degli ultimi imputati di spaccio di droga finiti nella rete dei carabinieri nell'operazione "Duomo" del luglio 2002. I fatti contestati sono compresi fra il gennaio 2001 e lo stesso periodo dell'anno successivo.

 

Il tribunale di Penne, dopo la camera di consiglio, ha deciso che il processo deve andare avanti. Prossima udienza il 6 ottobre 2011. Si rinnoverà l'istruttoria e dovranno essere ri-ascoltati almeno una ventina di testimoni. Ma la prescrizione, grazie alla legge Cirielli del 2005, appare solo ritardata. Un'ennesiva prova di come la giustizia italiana abbia grossi problemi di gestione. Resta difficile pensare che una causa di primo grado non sia ancora andata a sentenza su notizie di reato del 2001. Gli imputati attuali sono quelli che restano del maxi processo che ha visto sentenze negli anni scorsi di patteggiamento o riti abbreviati dunque con sconti di pena per la gran parte delle circa quaranta persone coinvolte. La dottoressa Ursoleo, tarantina, è arrivata al tribunale Pescara e assegnata a Penne il primo luglio scorso proveniente dal tribunale di Locri dove è stata impegnata come giudice delle indagini preliminari e presidente di collegio, prima di passare al civile. Con lei a Pescara in funzione di Gip e Gup è giunto anche Gianluca Sarandrea, suo collega a Locri.  

 

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