Nella giornata di lunedì 9 gennaio si è svolto presso la sala consiliare del Comune di Penne il convegno dal titolo "Srebrenica 1995-2011, cosa è cambiato?" promosso dall’Associazione Donne Vestine, in collaborazione con il Comune di Penne.

 

Al convegno hanno partecipato Andrea Rizza di Bolzano, responsabile nazionale del progetto“Adopt Srebrenica”, Edvige Ricci dell’Associazione MILA Donnambiente di Pescara, divenuta sede operativa regionale della Fondazione, Guglielmo Di Paolo (ex consigliere Comunale e ideatore della partnership) e Zijo Ribic, giovane proveniente dalla Bosnia, unico testimone miracolosamente sopravvissuto alla strage serba dell’ intera famiglia e di tutti gli abitanti del villaggio di Skocic.

Zijo Ribic è oggi anche preziosissimo testimone nel processo che, sulla vicenda, si va dibattendo presso il Tribunale di Belgrado che potrebbe, per la prima volta, riconoscere i rom come vittime di pulizia etnica. E’ anche intervenuto il Sindaco Rocco D’Alfonso del Comune di Penne per presentare l’iniziativa dell’Amministrazione di adesione al progetto “Adopt Srebrenicaattraverso un contributo economico da elargire alle madri di Srebrenica. Il convegno ha ricostruito la vicenda di questo piccolo paese della Bosnia dove nel luglio del 1995 ebbe luogo il più efferato crimine di guerra compiuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Dopo 16 anni è ancora difficile parlare di dialogo e convivenza nonostante in questi anni in molti abbiano lavorato affinché dall'elaborazione del passato potesse nascere una possibilità di futuro. La ricostruzione del genocidio è avvenuta anche attraverso la proiezione di video e la performance di poesia e musica sulle madri di Srebrenica, con Patriza Di Fulvio, Pino Petraccia, Geoff Warren.

“Adopt Srebrenica”, assume come proprio orientamento non solo la solidarietà con popolazioni straziate e la necessità di una pagina di giustizia da scrivere, ma anche la convinzione che la vicenda riguarda direttamente tutti noi cittadini di un’Europa che voglia fondarsi sulla conciliazione e convivenza multietnica, ha sottolineato Edvige Ricci.

Oggi ha ancora senso chiedersi "cosa è cambiato?" perchè il cammino di ricerca della verità e della giustizia sulle stragi dei Balcani è ancora lungo. Il rispetto della memoria si deve fondare sull’impegno vigile dell’intera società civile, perché – secondo Andrea Rizza – simili tragedie e atrocità non si ripetano in futuro. Ciascuno di noi può fare qualcosa per Srebrenica dando valore alla scelta individuale del rispetto dell’ altro a prescindere dalla religione, dal colore della pelle e dalle scelte collettive. Commovente la testimonianza del rom Zijo Ribic che al Tribunale di Belgrado ha denunciato gli assassini dei suoi genitori, pur non appartenendo ad uno dei principali gruppi etnici della ex Iugoslavia. Secondo l’attuale quadro giuridico costituzionale, infatti, tale diritto è limitato a bosniaco- musulmani, serbi e croati.

Il giovane Zijo ha raccontato la sua incredibile vita basata – dice- sulla educazione alla convivenza civile e non all’odio razziale e alla violenza. Il ragazzo, dopo essere sopravvissuto alla strage, è stato salvato e cresciuto da una famiglia serba. Trattasi di un evento collaterale al concorso Immagini amiche/nemiche ideato e promosso dalle Donne Vestine.

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