Due rettili in maiolica e un piccolo cavaliere di bronzo fanno visita ad alcuni fra i luoghi più suggestivi di una ex capitale, quella dei Vestini, un po’ troppo malinconica. Li porta in giro dentro uno dei borghi più belli d’Italia, Mario Costantini, il suo autore, un artista piuttosto apprezzato in Abruzzo e fuori che fa della pennesità un marchio di fabbrica. E allora i suoi rettili hanno visitato la fontana dell’Acquaventina et Virium e Trifonte, mentre il piccolo cavaliere di bronzo se n’è andato al duomo e poi alla portella.

I turisti sono rimasti sorpresi ed affascinati dell’insolita visita. Un anticipo di quella che sarà la Biennale d’arte che il Comune rilancerà in dicembre e che curerà il professor Costantini. I contrasti dati dalle installazioni stanno caratterizzando da decenni le rassegne d’arte a Penne abituando l’occhio ed il gusto del pennese e non solo. Con qualche disagio dovuto al caso di Fiorenzo Zaffina, già ideatore delle copertine dell’Espresso, che nella Biennale del ’96 si produsse in un murales speciale caratterizzando la grande parete accanto al liceo in via Dante che è stato brutalmente cancellato facendo arrabbiare lo stesso autore.

Le opere di Costantini in giro: con quale spirito? “L’idea mi è venuta vedendo una città bellissima, ma tanto vuota. Passando davanti a palazzi chiese e fonti che sono in agonia ho pensato di far godere alle mie sculture una tale eterna e preziosa bellezza. E’ servito proprio a prendere per mano anche un giornalista per dire qualcosa su questa importante città di mattone”.

Insomma, un rapporto fra i volumi di una città medioevale, rinascimentale e barocca a confronto con piccole organiche sculture generate dentro le sue mura. “La scultura non è ferma, si muove dentro di te. Sceglie quello che le serve per creare emozioni a volumi. E quando l’energia non contempla dà vita alle forme vissute”, osserva un poetico Costantini che fin dal 1972 aveva scosso l’opinione pubblica pennese intervenendo i piazza Luca da Penne con piccole installazioni e scritte sulla pavimentazione. Oggi la piazza è fortemente criticata da molti, anche dal sindaco Mario Semproni, per via del fontanone concepito dopo un concorso di idee. Professore, cosa serve alla bellezza di Penne?

”La coscienza, la conoscenza e occorre credere nella città. Molti la snobbano ancora con lamentele continue. Basterebbe poco per la pulizia, per allontanare i piccioni e far defecare i cani come dice la legge. Poi i musei dovrebbero essere il fiore all’occhiello”.

Berardo Lupacchini

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