Da tempo si discute sull’importanza della creatività che, se opportunamente applicata, diviene strumento per la strutturazione di interventi innovativi e di prodotti caratteristici e distintivi del territorio. Puntare sulla creatività significa anche e principalmente prendere in considerazione l’imprenditoria giovanile che oggigiorno incontra grande difficoltà nell’esprimersi e nel proporsi.

 

Ne consegue la fuga dei giovani dal proprio paese di residenza: è nelle grandi città italiane ed estere che risiede il maggior numero dei creativi e che si svolgono manifestazioni ed eventi in cui spiccano ingegno e creatività.

Tali tendenze si registrano non solo nell’ambito industriale e della moda, ma anche nel settore turistico: frutto di coraggio, spirito creativo e un pizzico di fantasia sono infatti i cosiddetti “hotel d’arte” che negli ultimi anni vengono creati come ambienti innovativi in Italia e all’estero.

Tali strutture, senza mai trascurare i servizi principali da offrire al turista, ovvero l’ospitalità, il pernottamento e talvolta il vitto, sono dotati di un elemento nuovo e distintivo, che consente loro di essere degli “unicum“ su interi territori.

Questi nuovi hotel hanno aperto le loro porte all’arte e alla creatività, permettendo ad artisti, a creativi, a designers, di creare delle stanze e degli ambienti che siano delle vere opere d’arte, in cui il turista può fruire dell’ospitalità e, nel medesimo tempo, godere, nella propria camera e negli altri luoghi dell’hotel, anche di alcuni elementi culturali, storici e artistici, ricreati attraverso dipinti, arredamento, eventi organizzati in loco.

Attualmente il numero degli hotel d’arte in Italia non è elevatissimo, ma tali strutture sono ormai presenti non solo nelle grandi città, ma anche in alcuni borghi caratteristici e particolari.

In una realtà come quella di Loreto Aprutino, la strutturazione di una struttura ricettiva, che risponda ai requisiti di un hotel d’arte, potrebbe essere un fiore all’occhiello per innovarsi, dare spazio alla creatività giovanile, incentivare il flusso turistico e la presenza di artisti e di personaggi di spicco che accentuino la bellezza e l’importanza del territorio.

In quest’ottica sembra, si stia muovendo il Castello Chiola, situato proprio nella parte antica del nostro contesto.

Noto come antica residenza medioevale, dal 1843 il castello è diventato proprietà della famiglia Chiola, che qui è vissuta fino al 1995.

Proprio durante questi anni, il Castello è stato oggetto di numerosi interventi, fino ad essere poi trasformato dall'architetto Francesco Valentini nell'attuale palazzo di impostazione neo-cinquecentesca.

Ristrutturato poi, per iniziativa dell'Intendenza delle Belle Arti e della Comunità Europea per farne un albergo di pregio, tale struttura assicura al turista i “tradizionali” servizi di ospitalità, aggiungendo a questi assoluta eleganza e raffinatezza, espresse in ciascuna camera attraverso grande attenzione per i dettagli ed i particolari.

Oltre a ciò, all’interno del castello, è possibile ammirare sia le ampie sale con volte con pietra a vista, sia la sala utilizzata per incontri e conferenze, caratterizzata dalla presenza di magnifiche opere dei Cascella.

Ne consegue come in Loreto Aprutino attualmente esista una location degna di essere considerata “hotel d’arte”, in cui la tradizione si sposa con l’innovazione, lasciando spazio alla creatività, all’arte e al gusto.

In questo modo si permette all’imprenditoria giovanile di insediarsi in territori in cui si respira ancora e soprattutto un’aria antica, al fine di innovare e gestire pur rispettando a pieno la tradizione, il folklore e la cultura del luogo. Loreto Aprutino è infatti nota per la sua storia, per l’archeologia, per la sua attività agricola legata alla produzione dell’olio e del vino, per la sua fede nel Santo Patrono. E’ importante però che questi elementi non siano volti alla chiusura dell’orizzonte imprenditoriale, ma siano strumenti di apertura e di curiosità sia verso coloro che non risiedono nel territorio, sia e soprattutto per coloro che vi abitano e che sperano di poter investire in questa città trovando senso di appartenenza e di appagamento.

Anche in quest’ottica si può intendere il concetto di investimento per migliorare un territorio: non solo industria nel senso stretto del termine, ma anche industria culturale e turistica, in cui si studiano espedienti su cui progettare ed investire al fine di incentivare un turismo migliore, incrementando così la conoscenza delle risorse del territorio.

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