Ammirati, Montaldi e lo scrittore russo Sanaev finalisti vincitori del “Città di Penne – Mosca” per il 2011. A Tomassini il “Premio Opera Prima – Brioni”.
Maria Pia Ammirati con “Se tu fossi qui” (Cairo), Valeria Montaldi con “La ribelle” (Rizzoli) e lo scrittore russo Pavel Sanaev con “Seppellitemi dietro il battiscopa” (Nottetempo) sono i tre finalisti vincitori della XXXIII Edizione del Premio Internazionale di Narrativa “Città di Penne – Mosca”.

 

A Valeria Tomassini, per il romanzo “Sangue di cane” (Laurana), la Giuria Tecnica, presieduta da Vincenzo Cappelletti, ha assegnato il “Premio Opera Prima – Brioni”, consistente in un abito della nota industria pennese Brioni SpA. Sempre la Giuria Tecnica ha attribuito a Domenico Gambi, per “Aspettando le luci dell’alba” (Tracce), un Premio Speciale.

La cerimonia di proclamazione e di premiazione dei vincitori avverrà sabato 26 novembre con inizio alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Penne.

Per quanto riguarda i tre finalisti vincitori, sono già al lavoro i membri della Giuria popolare (300 a Penne, 100 a Lanciano e 30 per ciascuna delle sedi dell’Università di Bratislava e di Craiova, e dell’Università della Pace della Svizzera Italiana di Lugano).

Ci saranno prossimamente, tra il mese di ottobre e novembre, gli incontri e i dibattiti separati tra i tre autori e le giurie popolari di Penne e Lanciano. Quest’anno sono stati soppressi i dibattiti con i 100 studenti di Lettere e Filosofia dell’Università D’Annunzio di Chieti.

Il libro di Maria Pia Ammirati, dirigente televisiva, scrittrice e giornalista, che s’intitola “Se tu fossi qui” (Cairo), ha fatto già parte delle cinquine dello Strega e del Campiello. È un romanzo che ripercorre a ritroso la vita di coppia, dal momento che una moglie giovane viene improvvisamente a mancare e il marito si trova a vivere con due figlie di pochi anni d’età. Il libro ha momenti di estrema tenerezza in cui il marito Matteo scopre di giorno in giorno di conoscere poco o nulla della moglie scomparsa. In questa esile trama scorrono esitazioni dell’inconscio, fragili consapevolezze e affetti familiari ancora vivi. La scrittura scarna e avvincente dimostra il valore letterario assoluto del testo.

Il romanzo di Valeria Montaldi “La ribelle” (Rizzoli) mette in mostra, della giornalista scrittrice, le particolari doti d’indagine nel mondo medievale, alla ricerca delle luci che possano evidenziare il talento delle donne. È una vicenda, quella narrata dalla Montaldi, che ha come protagonista una donna che si avvicina alla scienza medica con tutte le carte in regola per diventare, appunto, medico in un’epoca in cui era vietato alle donne accedere all’Università di medicina. È dunque l’antica lotta per l’emancipazione femminile, raccontata con rara sapienza di scrittura e con un bagaglio storico – sociale ragguardevole.
Il libro “Seppellitemi dietro il battiscopa” (Nottetempo) con cui la scrittore Pavel Sanaev è risultato finalista vincitore, per il 2011, del “Città di Penne – Mosca”, oltre che rinsaldare gli scambi culturali tra il capoluogo vestino e la capitale russa, evidenzia uno spaccato del sistema educativo dei fanciulli nell’Unione Sovietica degli anni ’70. L’opera, che in italiano è stata tradotta da Valentina Parisi, ha avuto in lingua originale, in Russia, un successo straordinario, tanto che sono state vendute in poco tempo 500.000 copie. Le Figaro Magazine ha scritto che si tratta di “Un libro esaltante, nel quale l’umor nero si misura con l’allegria, e il realismo con un onirismo molto ben controllato.

Pavel Sanaev, nato a Mosca nel 1969, è sceneggiatore e regista e proviene da una nota famiglia di grandi artisti. Ha ottenuto nel 2005 il Triumph Prize ed è stato nominato per il Russian Booker Prize per il 2007.

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