Grazie sindaco, mangi con noi

FARINDOLA – Dunque anche De Vico. Anche lui, amico di Luciano D’Alfonso, è coinvolto in una bufera giudiziaria che lo vede indagato a vario titolo non come sindaco di Farindola, ma in quanto membro e soprattutto regista della Comuntà Montana Vestina, un ente destinato a sparire.

 

Non spetta alla piazza celebrare i processi né ai media formulare ipotesi accusatorie. E’ la magistratura ad operare in tal senso. E’ certo invece che la piazza non può che prendere atto di come l’inchiesta penale mini fortemente, ed anzi annulli, la credibilità sul piano politico di De Vico rampantino dalla parola facile, ma destinato sul piano politico a fare la fine del re di Francia. Non pare esserci molto spazio infatti per un riscatto politico del sindaco di Farindola poiché l’inchiesta in questione porta in superficie lo spessore dell’uomo politico con i suoi fini reconditi, il suo stile, il suo pensiero, la sua visione della cosa pubblica ed il rispetto per chi lavora. Come potrà meritare ancora fiducia?Gli amministrati di Farindola, ed in particolare quelli che non l’hanno votato (specie coloro avversi alla sua persona), potranno forse sperare che il De Vico si occuperà anche dei loro diritti, che farà di tutto per trovare un posto di lavoro anche a loro?Quesiti davanti ai quali l’uscita di scena di De Vico appare terapeutica. Si fa largo una curiosità: a casa di Olderigio Salzetta qual è stato il menu in quella cena di ringraziamento per l’assunzione alla DECO del figlio del padrone di casa che in consiglio comunale dava fastidio a De Vico? Cos’hanno gustato i commensali e cioè De Vico, i Di Zio, signori abruzzesi dei rifiuti e datori di lavoro del giovane, e il sindaco di Penne Di Marcoberardino?Gli strapizzoni o gli arrosticini?E il vino com’era: buono?

 

 

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