La convenzione c’è: il ministero della Salute e la Regione l’hanno firmata e in virtù dell’accordo all’ospedale San Massimo è prevista la destinazione di 12,5 milioni di euro per una sua ristrutturazione. Per la realizzazione del nuovo ospedale di Teramo previsti 81 milioni 590 mila euro. Sono soldi molto attesi da sempre, dopo che la stessa somma all’incirca, prevista per Penne dalla legge finanziaria dell’88 al suo articolo 20, non è mai arrivata. Stavolta da un’altra legge finanziaria, la 205 del 2017, c’è la concreta prospettiva di un reale impiego dei fondi. A settembre, dopo una leggera revisione del progetto che la Asl consegnò nel 2013, si promette l’appalto dei lavori. C’è chi non si fida, come l’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, che parla di un progetto non adeguato all’ospedale di base sede di pronto soccorso.

C’è anche chi sostiene come i tempi saranno al solito lentissimi. E comunque monta una sfiducia complessiva su ciò che sarà la nuova rete ospedaliera regionale che aspetta il parere positivo finale dei tavoli tecnici governativi. E al governo ci sono il Pd, i 5 Stelle, Italia Viva e Leu, mentre il centro destra amministra l’Abruzzo. Fonti dell’assessorato alla salute e della sua direzione regionale confermano: è stata chiesta per il San Massimo la deroga a ospedale di base sede di pronto soccorso. Ci sono le schede tecniche che lo certificano, dicono. E se fosse una balla, sarebbe assai complicato per Marco Marsilio e Nicoletta Verì tenerla a galla. Poi, tutto da verificare sarà il ruolo della Asl che saluta il suo nuovo direttore generale, Vincenzo Ciamponi. L’atto aziendale vigente è stato firmato dall’ex manager: quell’ Armando Mancini, ex assessore di Luciano D’Alfonso a Pescara, insediato proprio da lui quando era governatore dell’Abruzzo. Parliamo di un atto realmente applicato dal secondo trimestre del 2018 e che esige una netta modifica alla luce di quelle che saranno le determinazioni, ormai prossime, dei tavoli di monitoraggio e su cui la giunta Marsilio in Abruzzo farà le conseguenti valutazioni.

Il 7 luglio intanto Mario Semproni, sindaco pennese, ha convocato a Penne un incontro con tutti i suoi colleghi per chiedere ancora una volta fatti concreti sul servizio sanitario di queste parti. Il nuovo direttore generale, abituato alla sanità lombarda, dovrà farsi carico dell’appalto della riqualificazione e di ridare dignità al presidio ospedaliero di Penne, evitando i saccheggi dei primari pescaresi che, soprattutto dal 3 ottobre 2019, quindi quasi un anno, hanno potuto operare indisturbati sotto gli occhi di un direttore generale provvisorio e inerte. 

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