PENNE – Quattro ruote di leggerezza. E di innovazione soprattutto. L’area vestina sta per salire a bordo di una piccola automobile gonfiabile. Perché il futuro da queste parti si chiama blow car. Il primo prototipo di una siffatta vettura, concepita con una tecnologia aerospaziale che presenta diversi punti di forza e la rendono unica nel suo genere, sarà pronto entro i prossimi tre mesi.

 

Poi sarà presentato in una rassegna mondiale in Brasile vestito dal marchio fashion di Gattinoni con cui c’è stata la partecipazione ad un bando di internazionalizzazione del made in Italy. All’inizio del 2012 a Penne, nell’area del ponte di Sant’Antonio, dovrebbe cominciare a funzionare lo stabilimento produttivo che darà lavoro a regime a 40 persone. I telai arriveranno dalla Val di Sangro.

“L’innovazione vera-spiega Dario Di Camillo, un cervello vestino di ritorno dopo una vita professionale nel mondo Fiat e padre del progetto- consiste in realtà sulla riabilitazione del metodo dei carrozzieri torinesi degli anni ’60: pochi stampi, che per un’automobile hanno costi notevoli, una corta linea di montaggio, attrezzature artigianali. Sarà soprattutto però un’auto ecologica, che consumerà meno, peserà poco e avrà gli air bag sempre gonfi al posto della lamiera esterna. In caso di urto entrano in azione delle valvole di sgonfiaggio per evitare l’effetto rimbalzo contro l’ostacolo come farebbe una palla”.

Ci crede, Di Camillo, 58enne originario di Collecorvino, architetto ed imprenditore, in Fiat responsabile per anni della progettazione degli interni auto e del design dei motori. Se ha deciso di investire in un progetto del genere, non nella più attrezzata cintura torinese, ma nell’area vestina, che sconta un atavico deficit infrastrutturale, è perché “il fattore emozionale ed il legame col territorio hanno il loro peso ed influiscono sulle decisioni da prendere”. In questi giorni intanto sta prendendo forma il gruppo dei soci che finanzierà l’iniziativa. Blowcar per ora è solo un marchio, si chiamerà così la società che punta a forme di contribuzione pubblica.

Si sta dando da fare Luigi Di Giosaffatte, direttore (pennese) della Confindustria. Di Camillo prima ancora ne aveva parlato col sindaco uscente Donato Di Marcoberardino. “L’ideatore-ha detto Di Giosaffatte- ci ha chiesto persone abituate a lavorare la stoffa perché è una produzione che può ritenersi vicina all’abbigliamento”. Dunque è pensabile che con la pennesissima Brioni, l’alta sartoria per vip, ci possa essere una certa intesa?”Se n’è parlato e se ne parla, ma per ora non c’è nulla”, fa sapere Di Camillo.

Il piano industriale prevede la costruzione di 1.500 microcar entro il quinto anno di attività: in Italia di queste piccole auto se ne vendono almeno 10 mila. La Toyota, riferiscono fonti di mercato, sarebbe già interessata all’operazione. Tre le versioni con relativi prezzi. Quella col motore tradizionale italiano a 11.500 euro, il tipo ibrido (con un litro di benzina si viaggia per 100 km.) a 13.700 euro e il modello elettrico che costerà 15 mila euro. La velocità massima sarà di 50 km orari e per poterla guidare occorrerà la patente A. Non solo auto, comunque: anche blow garage, il garage gonfiabile già brevettato. Insomma, mezzo secolo dopo la Roman Style Brioni, Penne e la sua area tornano a beneficiare di un investimento.

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