Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, Direzione generale per la sicurezza stradale, Divisione 2, per ora tace ed osserva, informato del lungo epistolario in corso tra Prefettura di Pescara, – Area Terza, Applicazione del sistema sanzionatorio amministrativo, Affari legali-contenzioso e rappresentanza in giudizio, l’Anas S.p.a.-Struttura territoriale Abruzzo e Molise, i Carabinieri di Pianella ed il Consigliere Comunale Massimo Di TontoIl Consigliere Di Tonto sostiene come l’Anas non abbia adeguatamente valutato l’applicazione del limite massimo di velocità a 50 km/h in quanto ha stabilito la stessa soglia limite sia su tratti della SS 81 dal Km 125 al km 126, maggiormente antropizzati, che su quello al km 119; ma la situazione, sottolinea Di Tonto, non è la medesima, anche in presenza di caratteristiche geo-morfologiche simili, in quanto nei tratti fra il KM 125 e 126 il numero di accessi è rilevante siccome la strada attraversa il paese, inoltre, il segmento stradale, comprende la tristemente nota e pericolosa “curva dell’uccello”; alla luce di quanto sopra rilevato, non è pertanto ipotizzabile applicare gli stessi limiti a tratti così difformi non tanto dal punto di vista strutturale quanto da quello del traffico e della sicurezza stradale.

Il limite di 50km/h è la velocità massima di percorrenza su tali tratti e, quindi, i veicoli possono transitare solo al di sotto di tale soglia.

Tuttavia il Decreto Ministeriale n. 777 del 2006 ha precisato che: “la necessità di imporre una limitazione deve scaturire da effettive e reali necessità, altrimenti il divieto è vissuto dagli utenti della strada come una inutile vessazione e con il sospetto, non sempre infondato, che la finalità dello stesso non sia di natura tecnica e per il miglioramento della sicurezza, quanto dettato da un sotteso desiderio di un ricavo economico per effetto del rilevamento di numerose infrazioni. Limitazioni non supportate da effettiva necessità sottraggono anche dignità e validità al divieto imposto, riducono la fiducia degli utenti della strada nei confronti degli enti gestori della stessa, visti come soggetti che sfuggono alle loro responsabilità scaricando sempre e comunque l’onere della sicurezza solo sull’utente, determinando così una diseducativa perdita di credibilità su tutte le limitazioni imposte, con conseguente mancato rispetto del limite anche nei casi in cui esso è determinante ai fini della sicurezza. Peraltro l’esperienza insegna che l’imposizione di limiti massimi di velocità più bassi del normale non sempre sono associati ad una maggiore sicurezza, anzi, sono sistematicamente disattesi, dando luogo alla 10 diseducativa sottovalutazione della segnaletica prescrittiva e, spesso, alla irrogazione di sanzioni che non hanno reale fondamento. Numerosissime sono in proposito le rimostranze di utenti che lamentano l’esistenza di troppi tratti di strada con limitazione di velocità ingiustificata, e un uso disinvolto di segnali di limite massimo di velocità non supportati da alcuna motivazione, con il risultato che il valore del limite massimo imposto diventa un mero riferimento rispetto alla entità della violazione che un utente si può permettere in funzione della sua disponibilità economica”.

Il caso di Pianella, borgo nel quale il numero delle sanzioni ha raggiunto la cospicua cifra di circa 10.000 in 70 giorni, dimostra che il limite di velocità localizzato imposto a 50 km/h non è vicino al cd “85° percentile”, ossia a quella percentuale tecnicamente condivisa e internazionalmente accettata, che la maggioranza degli utenti si è dimostrato mantenga senza difficoltà, essendo commisurata al tipo di strada verificata e alle condizioni medie del traffico che la interessa.

Se il limite massimo di velocità fosse maggiormente calibrato sullo stato dei luoghi, applicando 70 km/h, molti utenti si adeguerebbero con maggiore facilità e con uno scarto di mancato rispetto decisamente inferiore. Il Consigliere di Tonto ha inoltre fatto notare all’Anas come, secondo il summenzionato Decreto Ministeriale, i limiti di velocità inferiori rispetto a quelli previsti per la Strada Statale, 90 km/h, devono essere considerati eccezionali e le relative cause determinanti devono essere rimosse nel più breve tempo possibile.

Di conseguenza, non è sufficiente rinfrescare il manto stradale ovvero rinnovare la segnaletica, ma è necessario che l’Ente proprietario della Strada effettuirapidamente tutti quei lavori ritenuti indispensabili per la sicurezza. Il carteggio summenzionato ha anche un capitolo che interessala Prefettura di Pescara, alla quale il Consigliere Di Tonto ha evidenziato come l’inserimento di plurimi tratti della SS 81, tra i quali quello al km 119, nell’elenco delle strade sulle quali usare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni senza l’obbligo di contestazione immediata è stato compiuto sulla scorta di una superata segnalazione e relazione della Polizia Stradale n. 040001059/220.15 del 10/02/2004, la quale non tiene conto di quanto indicato dal D.M. 777/06, e dalla Direttiva del Ministero dell’Interno Prot. 300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21.07.2017, che disciplinano la materia.

L’inserimento del km 119 nel predetto elenco, che consente l’apposizione dell’autovelox, è essenzialmente conseguenza della esigenza, da parte degli organi di Polizia Stradale, di perseguire alcune delle violazioni più gravi alle norme del Codice della strada, commesse in luoghi in cui è molto difficile eseguire l’accertamento o addirittura impossibile: è questo il caso di strade con gallerie, viadotti e ponti senza corsia di emergenza, strade percorse a velocità sostenuta; ma le caratteristiche di cui sopra che non si rinvengono nel tratto indicato della SS 81.

L’inserimento nell’elenco, pertanto, può avvenire solo previa valutazione dell’elevato livello di incidentalità attraverso una accurata analisi del numero, della tipologia e delle cause dei sinistri nonché attraverso la valutazione della impossibilità o difficoltà a procedere alla contestazione immediata come nella eventualità di presenza di strada con più corsie, limitazioni di visibilità tali da impedire la fermata e la sosta dei veicoli trasgressori, ovvero ancora, condizioni di scarsa visibilità legate a proibitive condizioni atmosferiche ricorrenti. Ebbene, anche in questo caso, il tratto di strada della SS 81 a Pianella, non rientra nelle caratteristiche descritte. Tra l’altro, lungo il tratto della SS 81 insistono numerosi accessi alle strade comunali, le quali si presterebbero per fungere da spazi adeguati di sosta e fermata dei trasgressori.

Per tutti questi motivi all’Anas è stato chiesto di rivedere il limite di velocità portandolo da 50 km/h a 70km/h, mentre alla Prefettura è stato chiesto di togliere il segmento della SS 81 al Km 119 dall’elenco delle strade dove poter applicare l’autovelox.

​​​​​​​​Massimo Di Tonto – Consigliere Comunale

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