Nell’estratto della “Rivista del Comune di Teramo a cura di Giovanni De Cesaris, anno VI – n. 1-2-3-4 Gennaio Febbraio–Marzo- Aprile 1937, Teramo Casa editrice Tipografica Teramana, si ha notizia che nel Regio Archivio di Napoli si conserva in un grande volume, legato in pelle, l’elenco dei Carbonari del Regno di Napoli, del 1820 e del 1821, redatto in ordine alfabetico per provincia.

Raccolta interessantissima per tutti, specialmente per gli studiosi abruzzesi, e particolarmente di alcuni paesi del II circondario o distretto: Città San Angelo, Penne, Castiglione Messer Raimondo e Penna S’Andrea.

L’attività dei carbonari cominciò a manifestarsi pubblicamente, nella provincia di Teramo, nel mese di marzo 1814 (e comunque sviluppata nel quinquennio 1815-1820); vi appartenevano, cittadini della borghesia, professionisti, sacerdoti, militari, impiegati di alto grado.  Il desiderio comune era il conseguimento della libertà costituzionali che si vide con il formarsi del Parlamento napoletano.

Il documento suddetto ci permette di ricordare un fatto importante: cioè il titolo che avevano nella provincia di Teramo i Carbonari e i loro uffici.

Nell’elenco ci sono: Dignitari, Fondatori di vendite, Gran Maestri, Segretari di vendite, Oratori di vendite.

Carbonari di Pianella 1820-21:

N. d’ord.

29. Annibale Domenico, età 35, Proprietario, Dignitario Carbonaro.

48.   Baus Francesco Saverio, età 35, Proprietario, Tenente legionario.

90.   Chiarini Donato, età 35, Canonico, Dignitario Carbonaro

101. Cipriani Vincenzo, età 40, Proprietario, Dignitario Carbonaro.

135. Felici (de) Luigi, età 29, Proprietario, Capitano legionario.

284. Puca Giuseppe, età 40, Proprietario, Dignitario Carbonaro.

312. Sabucchi Giuseppe, età 38, Proprietario, Dignitario Carbonaro.

313. Sabucchi Pasquale, età 40, Proprietario, Dignitario Carbonaro e membro della Gran Dieta in Popoli.

348. Todesco Pietro, età 60, Proprietario, Dignitario Carbonaro.

Come ricorda lo stesso De Cesaris “La formazione esatta di certi elenchi direi è impossibile. Si sa che ai Carbonari era assolutamente vietato dire il nome degli affiliati alla setta, i fini, i riti, e altro”.

Si è arrivati alla conoscenza degli affiliati alla Carboneria solo in tempisuccessivi, come è il caso del documento pubblicato dal poeta e storicoGiovanni De Caesaris di Penne (1872-1948) negli anni Trenta del Novecento.

Remo Di Leonardo

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