PENNE – Un amministratore delegato fatto in casa, Francesco Pesci, capace di arrivare alla guida di quella Brioni, fiore all’occhiello dell’abbigliamento maschile italiano, dove è approdato nel ’94. Al suo attivo una laurea in economia alla Luiss e, dopo un periodo nella Colgate-Palmolive, eccolo nel ’94 in Brioni.

Sedici anni dopo ne è l’amministratore delegato: dunque non un esterno, come si era vociferato, ma un uomo che a 43 anni conosce la macchina e la galassia Brioni (quasi duemila dipendenti e 200 milioni di fatturato). Dal 2007 è il direttore commerciale mondo di Brioni di cui anche il padre Giuseppe fu direttore commerciale. Pesci sostituisce Andrea Perrone, socio insieme con la sua famiglia della Brioni Group, la società unica azionista della Brioni Roman Style. A luglio Perrone ha deciso all’improvviso di dimettersi dopo un anno da amministratore delegato. Il neo timoniere, padre di cinque figli e con la passione dello sci e della storia contemporanea, tre mesi fa aveva preso il posto di Perrone nel consiglio di gestione a due teste. Il pennese Antonio Bianchini intanto era e resta il direttore generale. Pesci parla benissimo il giapponese e conosce sin dal ’97 il mercato asiatico, l’Oceania ed il Medio Oriente, cioè zone dove il marchio Brioni sta penetrando con determinazione. La scelta di Pesci è senza dubbio nel segno della continuità strategica, avendo lavorato fianco a fianco con Perrone. Il lussuoso marchio di abbigliamento sta uscendo dalla crisi che ha investito duramente tutto il settore con un chiaro rilancio delle vendite, soprattutto negli Stati Uniti, il mercato numero uno. Il bilancio di Brioni, dopo un 2009 in perdita, è destinato a tornare in utile già l’anno venturo, secondo le stime degli amministratori.

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