L’ACA S.p.A, già azienda consortile acquedottistica, è uno degli Enti più importanti per il nostro vivere quotidiano, per i pescaresi e non solo.
Non di rado, oggetto di polemiche, tratta l’oro bianco: l’acqua. “Non c’è vita senza acqua “. Questa frase apre la Carta europea dell’acqua approvata nel 1968. Abbiamo cercato di capirne di più attraverso le parole del suo Presidente, l’ing. Giovanna Brandelli.

D. L’acqua è forse il nostro bene più prezioso. Avverte l’onere del suo incarico?
R. Sicuramente si. Sento e vivo tutto il “carico di questo incarico”: Aca è una azienda complessa, sia in quanto società partecipata in house a totale capitale pubblico, sia per la na- tura del servizio erogato, che è essenziale. Ancora più essenziale in tempo di pandemia. Qui c’è molto da lavorare. Ho iniziato come con- sigliere di Amministrazione e ho avuto modo di conoscere e studiare le criticità del servizio idrico integrato su un territorio che abbraccia tre province. Sono un ingegnere chimico che lavora da oltre 20 anni in campo ambientale. E il tema del miglioramento dell’interazione con l’ambiente è al centro del mio mandato, che è decisamente tecnico più che politico. Tutto il Consiglio sta lavorando tantissimo, dando il proprio contributo professionale. Non solo per parte mia, da ingegnere, ma anche da parte di Pierpaolo Canzano, Consigliere e commercialista e da parte di Donato Di Matteo, Consigliere e medico, che ha saputo darci dritte decisive in questo frangente così difficile, oltre che memoria storica dell’Azienda, grande conoscitore delle dinamiche del territorio, e persona di grande umanità. Sembrava un mix esplosivo all’inizio, ma abbiamo l’obiettivo comune di cambiare la percezione che ha la gente di ACA.
D. Quale era lo stato dell’arte nel momento del suo insediamento e quale ritiene il suo risultato più importante ottenuto?
R. Abbiamo ereditato un’azienda “stanca”, in Concordato, abituata e rassegnata alle critiche quotidiane, oltre che agli scandali giudiziari; abbiamo trovato infrastrutture a fine vita, contenziosi decennali e cantieri bloccati e un brutto clima aziendale. Dopo un periodo di confronto in Consiglio di Amministrazione, anche vivace devo dire, ma sempre costruttivo, abbiamo cercato la soluzione non fuori ma dentro l’Azienda. Abbiamo imposto il controllo di gestione, e abbiamo scelto di trasformare il vertice monocratico della direzione Generale, per 6 mesi, in un Collegio di Direzione, perché ci eravamo accorti che la struttura era scoor- dinata e che i vari settori tecnico, delle manutenzioni, dei grandi cantieri, Finanziario e Commerciale e Legale e del recupero crediti praticamente non si parlavano. Poi – complice il blocco dei concorsi per l’emergenza sanitaria – abbiamo valorizzato le risorse interne già disponibili, definendo i percorsi delle progressioni verticali e nominando dei dirigenti ad interim nei limiti previsti dalla norma, e fra questi un nuovo Direttore Generale, sempre scelto fra le risorse interne. Abbiamo ottenuto di motivare le persone, con un grande risparmio di risorse economiche e in tempi rapidi: un esterno, per quanto esperto, avrebbe impiegato troppo tempo per capire e guadagnarsi il consenso, che alla fine è l’unica garanzia di una leadership ef- ficace. Abbiamo portato avanti il dialogo con i sindacati, cercando di rinforzare i settori più in sofferenza, senza lasciare dietro nessuno. I frutti si vedono già: l’azienda chiude un bilancio positivo, nonostante il COVID; sono ripartite le grandi opere, in primis il completamento del sistema di disinquinamento del fiume Pescara e la ripresa della ristrutturazione del depuratore di Pescara. Se Pescara ha preso la Bandiera Blu, un po’ è anche merito di ACA. I tempi di risposta di ACA sul territorio sono molto più veloci. Il servizio commerciale si è diversificato, offrendo un livello di digitalizzazione che prima non c’era. Siamo chiudendo contenziosi che paralizzavano l’operatività. Per il COVID abbiamo dovuto riorganizzare l’assetto degli uffici territoriali, allineandoci rigidamente alle direttive del Garante, ma abbiamo garantito il servizio di sportello fisico e presto apriremo un ufficio in centro a Pescara, perché è ACA che deve andare incontro alla gente e non il contrario. A inizio mandato c’erano file interminabili agli sportelli e più volte ricordo degli anziani che venivano in taxi alla sede di Pescara Colli. Non poteva funzionare così un servizio. Non mi permetto di giudicare le passate amministrazioni. Alla fine vorrei solo arrivare a dire di aver dato “il mio massimo”.
D. La carenza d’acqua, specie nei periodi estivi, costituisce per l’utente un forte disagio: quanta responsabilità ha lo stato delle condutture idriche?
R. La mancanza di precipitazioni nel periodo invernale e l’emergenza sanitaria di certo non aiutano. Sicuramente le reti – che hanno le età di costruzione e il grado di usura più diversi – sono state stressate dall’abitudine di sopperire, alla mancanza di autoclavi di distribuzione ai piani alti dei condomini, con alte pressioni di mandata. La riduzione delle pressioni di man- data nelle reti è il metodo più efficace per ridurre le perdite di acqua e la probabilità di rotture. Stiamo investendo molto per la ricerca non di- struttiva delle perdite e la manutenzione preventiva. Contiamo sulla aumentata sensibilità ambientale alla riduzione degli sprechi. Stiamo lavorando per agevolare la realizzazione della rete duale, in modo tale recuperare all’uso domestico quella parte di acqua potabile oggi impiegata nelle industrie.
Abbiamo reso più accessibile l’Ente. Ci sono diverse modalità per accedere ai servizi: in presenza, anche se su appuntamento per ragioni legate al Covid 19, con numeri verdi diversificati per telefoni fissi e cellulari, sito internet dal quale poter scaricare direttamente le proprie bollette, un sistema smart per risolvere le criticità, sportelli decentrati per il recupero crediti, e una linea diretta con amministratori di condominio e di associazioni dei consumatori.
D. I rapporti con le associazioni ed i tavoli periodici hanno permesso di creare un focus utile per la verifica di stazioni anomale o comunque di casistiche problematiche?
R. E’ un aspetto importante perché abbiamo “umanizzato” un sistema che molti hanno sempre visto come invio di bollette e nessuna possibilità di riscontro. I tavoli periodici con le associazioni rendono anche merito ai nostri sforzi per rendere un servizio alla collettività e a trovare insieme soluzioni per agevolare gli utenti
D. Ci avviciniamo al periodo stagionale solitamente critico per il consumo d’acqua, stante l’aumento della popolazione sul nostro territorio. I Pescaresi potranno contare su un estate tranquilla, senza carenze idriche?
R. Le sorgenti non si sono ricaricate come due anni fa. Non sarà come l’anno scorso ma non si può fare a meno di riduzioni di pressioni e interruzioni notturne, per poter garantire la copertura del fabbisogno nel periodo diurno. I cambiamenti climatici sono iniziati. Non ci sarà più la possibilità di sprecare l’acqua. Bisogna entrare nella cultura dell’uso sostenibile delle risorse. Per essere chiari: uso sostenibile significa che l’uso che faccio oggi dell’acqua garantisce che se ne possa fare uso anche domani; uso l’acqua in maniera sostenibile se riesco a conciliare la soddisfazione del mio bisogno di oggi e la soddisfazione del bisogno di chi verrà dopo di me. Quindi risparmio, conservo, metto da parte per domani. Bisogna correre con i rompigetto al rubinetto, con il riciclo dell’acqua, con il recupero delle acque di pioggia, con la disponibilità di vari tipi di acqua a seconda del fabbisogno potabile, non potabile, industriale, di irrigazione, di raffreddamento etc.. Noi siamo la civiltà dell’acqua. Tutta la sezione 4 degli interventi del PNRR è per l’acqua: 4 linee distinte per la sicurezza della fornitura, per la riduzione delle perdite nella distribuzione, per il miglioramento della gestione delle risorse e la diversificazione delle fonti per uso irriguo, per la depurazione.

Donato Fioriti

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