Volano gli stracci ma soprattutto i sospetti di spionaggio, conflitti d’interesse e reati penali dentro la Vestina Gas & Luce spa, la società mista posseduta al 68% dai milanesi di Levigas e al 32% dal Comune di Loreto Aprutino, pur avendo la sede legale a Penne.

Dalle notizie trovate emerge come Domenico Donatelli, il presidente, si sia rivolto alla procura della Repubblica recandosi dai carabinieri di Loreto Aprutino, di stanza a Moscufo, per denunciare Paride Peretti, consigliere di amministrazione dimissionario, oltre agli ex dipendenti Luciano Palma e Roaldo Acciavatti. Si parla di una serie di irregolarità ancora in corso di accertamento interno che vanno dal sospetto di agire per conto di altre società e persino, nei confronti di Peretti, di appropriazione di un computer. Donatelli in buona sostanza lamenta la sottrazione di beni e materiali dalla sede aziendale di via Caselli, a Penne, da parte di queste persone segnalate, legate contemporaneamente alla spa mista e alla Tecnoservice srl, la società che fino al dicembre 2020 curava alcuni servizi amministrativi per conto di Vestina Gas &Luce spa. A dicembre alcuni dipendenti di Tecnoservice erano stati assunti dalla spa mista, continuando così di fatto la stessa attività che avevano svolto in precedenza a beneficio della Vestina Gas. Una promiscuità che oggi induce Donatelli ad agitare lo spettro di un conflitto d’interessi: a Palma addirittura sarebbero stati trovati sulla scrivania documenti riferibili a società terze. Nella denuncia si fa riferimento alla circostanza di dover chiedere l’intervento della magistratura in via preventiva per impedire la diffusione di segreti professionali: un sospetto che Donatelli secondo quanto si legge, riscontrerebbe anche nei confronti di Peretti accusato dal vertice societario di appropriazione indebita vista l’asportazione del computer e di alcuni documenti in parte restituiti ma di cui si teme appunto l’uso dei contenuti. A testimoniare sulla delicata vicenda Donatelli cita a testimonianza Lelio Di Simone, diventato uomo di fiducia del gruppo di comando della Vestina Gas, e soprattutto l’amministratore delegato: l’ingegner Flavio Battista il quale nel 2016 trattò l’acquisto del 12% che, venduto in fretta e furia dal Comune di Penne, lo fece sbarcare da queste parti. Erano dunque altri tempi.

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