Mario Semproni, sindaco di Penne e fresco pensionato, è tornato in corsia ad esercitare da volontario la sua processione di medico. La notte scorsa ha indossato il camice bianco ed è stato in servizio nel reparto di medicina generale dell’ospedale San Massimo dove l’organico risulta carente. Il primo cittadino sceglie così di riprendere a lavorare, optando per il servizio notturno, dando una mano in un momento di difficoltà generale legato alla pandemia e ai disagi attuali vissuti dalla medicina ospedaliera retta pro tempore dal dottor Dante Orlando, in attesa che la Asl definisca le procedure per l’assegnazione dell’incarico dirigenziale dell’unità operativa complessa. Semproni ha così deciso di impegnarsi ancora nella struttura che per quasi quarant’anni lo ha visto all’opera. Il sindaco era stato fra i primi nel marzo scorso a risultare contagiato dal Covid quando il San Massimo venne violato dal ricovero di un anziano di Città Sant’Angelo la cui positività, rilevata successivamente all’ingresso nel nosocomio, contagiò almeno una ventina di operatori sanitari fra medici ed infermieri. Oggi quel reparto registra alcune assenze nell’organico dei sanitari. “Si rischia il collasso”, aveva denunciato Andrea Vecchiotti, segretario cittadino del partito democratico che chiedeva “quali azioni il sindaco stia intraprendendo per far sì che la Regione si attivi immediatamente su questo fronte, percependo solo un assordante silenzio”.

Un silenzio rotto dalla scelta di Mario Semproni che, dopo aver collaborato con la squadra che ha effettuato i tamponi di massa la settimana scorsa, ha ripreso il camice bianco per dare una mano. In primavera, vi sarà il ritorno alle urne per i pennesi chiamati ad eleggere il nuovo sindaco. Lui, Semproni, non ancora si pronuncia sull’eventualità di ricandidarsi: a giorni sono attese le sue parole.

Che il 67enne Semproni rinunci al secondo mandato, preferendo appunto il volontariato in ospedale alla fascia tricolore?

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